Ddl Zan, la Chiesa difende pensiero cristiano: “quella legge va modificata”

Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, in una intervista a Repubblica torna a parlare di ddl Zan: “Nessuna ingerenza della Chiesa sul disegno di legge Zan”. Aggiunge però: “Ci auguriamo una riformulazione del testo. Nessuno e neppure la Santa Sede ha mai messo in discussione la laicità dello Stato. Il termine ingerenza è errato, così come lo è indebita”. Secondo il capo dei vescovi, la nota inviata dal Vaticano “si pone sulle possibili interpretazioni del testo, con conseguenze paradossali”, e perciò “in assenza di precisazioni si corre il rischio di rendere punibili arbitrariamente affermazioni di antropologia fondata, tra l’altro, su una fede condivisa da milioni di credenti”.

Il cardinale Bassetti ha precisato che lo scambio di note verbali è una “prassi diplomatica” e che sono solo stati fatti notare “alcuni punti”. Il testo della legge Zan deve essere modificato, secondo la Cei, per “garantire in modo adeguato la libertà di espressione e, tanto più laddove s’intendono introdurre norme di natura penale, non bisogna lasciare margini interpretativi non ragionevoli”. E poi arriva un altro affondo: “Questo discorso vale anche per la Giornata nazionale contro l’omofobia nelle scuole – ha continuato – Altrimenti c’è il rischio che, oltre all’istigazione all’odio, venga sanzionata la libera espressione di convincimenti etici e religiosi, e sia inoltre messo in discussione il diritto umano universale dei genitori all’educazione dei figli secondo i propri convincimenti”.

 

 

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