Secondo quanto riporta Secolo d’Italia, anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi firmerà i referendum giustizia presentati da Radicali e Lega. Lo ha annunciato lui stesso nel corso della presentazione del suo libro Controcorrente in un comune del Bresciano.
«È una guerra, quella tra magistratura e politica che dura da trent’anni – ha affermato -. Da Tangentopoli a oggi c’è una contrapposizione che arriva all’estremo con Bonafede, un dj più che un ministro». Tra le vicende che più lo hanno fatto «arrabbiare» e quindi convinto a sostenere i referendum, c’è quella di Open. «È lo stesso procuratore che ha arrestato i miei genitori, portato a processo mio cognato, indagato me. Manca la mia nonna che ha 101 anni. Di fronte a questo andazzo della giustizia – ha sbottato -, domattina vado e firmo i referendum sulla giustizia». Quanto al libro, fresco di pubblicazione, ha annunciato di voler «rinunciare all’immunità» nel caso gli arrivassero querele. «Da boy-scout di provincia – ha concluso Renzi – mi hanno fatto diventare un gangster internazionale».
La decisione di Renzi ha allarmato il Pd. Al Nazzareno il leader di Iv è una sorta di vigilato speciale. Preoccupa la sua traiettoria che s’intreccia spesso con quella di Salvini. Letta ne teme la saldatura, a cominciare dal ddl Zan. Ma ora la firma in calce al referendum rende scottante anche il dossier giustizia. Non foss’altro perché una parte del Pd non ha infatti gradito l’apertura del segretario alle proteste del M5S sul testo Cartabia in materia di prescrizione. Lo considera un passo falso, servito solo a far innervosire Draghi. E ad offrire un’insperata sponda a Conte nell’incontro avuto ieri da questi con il premier sulla giustizia. La prossima volta, gongola il Fatto di Marco Travaglio, «Conte ci può andare quasi da leader del centrosinistra».
