Stop alle cartelle, contributi a fondo perduto e altri aiuti: le novità del Sostegni bis

Oltre 40 miliardi sono stati stanziati per mettere in atto tutte le misure d’aiuto previste nel decreto Sostegni bis, ora diventato legge.

Per il fondo perduto sono stati stanziati circa 18 miliardi. Secondo quanto spiega Money.it, le erogazioni seguiranno un doppio binario:

  • chi ha già fatto domanda avrà il contributo uguale a quello del primo decreto Sostegni, e arriverà in automatico;
  • chi invece non ha presentato istanza, dovrà presentare una domanda, e verrà preso in considerazione il periodo di tempo sopraindicato.

Anche chi ha già presentato (e ottenuto) il primo fondo perduto può ottenere il contributo alternativo.

Ma c’è una novità: oltre al parametro del fatturato, verrà preso in considerazione anche l’utile. Verranno quindi esaminate le perdite sulla base dei bilanci d’esercizio.

Torna anche il bonus affitti nel decreto Sostegni bis. Si tratta del credito d’imposta fino al 60% per il canone di locazione da gennaio a maggio.

Le novità dell’emendamento approvato riguardano:

  • il limite di ricavi e compensi, che è stato alzato oltre i 15 milioni di euro;
  • le attività di commercio al dettaglio, inserite tra i beneficiari del bonus;
  • le percentuali del credito d’imposta.

Il nuovo provvedimento economico contiene anche agevolazioni per la casa destinate agli under 36.

Chi ha meno di 36 anni e compra una prima casa potrà accedere al Fondo di garanzia sui mutui. Ma le agevolazioni comprendono anche l’esenzione da:

  • imposta di registro;
  • imposta ipotecarie e catastale.

Le agevolazioni non comprendono l’acquisto di case di prestigio e valgono per gli atti stipulati fino al il 31 dicembre 2022.

Prevista infine l’esenzione dell’imposta sui finanziamenti per l’acquisto e la ristrutturazione delle abitazioni.

Il provvedimento cambia anche le scadenze fiscali dei prossimi mesi. Nel dettaglio:

  • l’attività della Riscossione, dal pagamento delle cartelle all’invio delle notifiche, riprenderà dal 1° settembre;
  • le imposte sui redditi per le partite IVA in regime forfettario e i soggetti ISA sono state prorogate al 15 settembre senza la maggiorazione dello 0,40%.

Chi invece ha aderito alla pace fiscale con la rottamazione ter o il saldo e stralcio delle cartelle potrà versare

  • le rate del 2020: spalmandole da luglio a ottobre, quindi non più in un’unica soluzione;
  • le quattro rate del 2021 sospese saranno dovute tutte entro il 30 novembre.

Il decreto Sostegni bis contiene, nel suo pacchetto di aiuti, anche la proroga delle moratorie in atto, così come i prestiti garantiti dallo Stato.

Si tratta delle misure di sostegno previste dal decreto Cura Italia. Con l’intervento del Sostegni bis sarà possibile la proroga fino a fine anno i finanziamenti con garanzia pubblica, così come l’allungamento da 6 a 10 anni senza penalizzazioni sulla percentuale garantita.

Il pacchetto di aiuti prevede anche una parte destinata alle famiglie, con sconti sulle bollette (quindi utenze domestiche) e sugli affitti.

L’Esecutivo quindi lavora per spostare agli enti locali un pacchetto da 500 milioni di euro, così da aiutare le famiglie in difficoltà economica.

Il provvedimento economico stanzia 100 milioni di euro per le attività economiche che sono state chiuse tra il 1° gennaio 2021 e la data di conversione del decreto, quindi per almeno quattro mesi.

I soggetti beneficiari e l’ammontare dell’aiuto sono determinati prendendo in considerazione le misure di ristoro già adottate per specifici settori economici, così come dei contributi a fondo perduto concessi.

Tra le misure fiscali presenti nel Sostegni bis c’è anche l’esenzione del ticket sanitario per le visite specialistiche, esami e altri tipi di accertamenti per chi ha avuto il COVID in forma grave.

Tra i tanti esami compresi nell’esenzione ci saranno quelli del sangue e delle urine, come pure elettrocardiogramma, spirometria, ecodoppler, tac toracica, test del cammino e altre visite specialistiche.

Il Sostegni bis ha istituito un fondo con una dotazione di 600 milioni di euro per il 2021, finalizzato alla concessione da parte dei comuni di una riduzione della Tari. Sarà un decreto del Ministero dell’Interno insieme al MEF e previa intesa in sede di Conferenza Stato-Città a provvedere alle modalità di ripartizione del fondo.

I comuni possono concedere riduzioni della Tari in misura superiore alle risorse assegnate, usando risorse proprie o sulle risorse assegnate nell’anno 2020 e non utilizzate.

Tra i nuovi aiuti ci sono anche i 350 milioni stanziati per l’ecobonus auto. Fino al 31 dicembre 2021 ci saranno gli incentivi per:

  • rottamazione per l’acquisto o il leasing delle auto nella fascia di emissioni 61-135 g/km di CO2, fino a esaurimento di 200 milioni stanziati;
  • veicoli commerciali e veicoli speciali di categoria M1, fino all’esaurimento dei 50 milioni stanziati.

Inoltre sono stati rifinanziati con 60 milioni anche gli incentivi per i modelli più green in fascia 0-60 g/km di CO2.

Rifinanziato anche il bonus legato alla rottamazione di vecchi veicoli, esteso alle auto usate Euro6 con contributi di 750, 1.000 o 2.000 euro parametrati alle emissioni. Sono stati stanziati 40 milioni, ma per usare il bonus è necessario che il concessionario aderisca all’iniziativa.

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