La riforma della giustizia tributaria, inserita nel più grande contesto della generale riforma della giustizia, costituisce una delle riforme fondamentali previste dal PNRR.
La Commissione, rilevando le difficoltà a mettere in paragone il sistema italiano con quello di altri paesi europei, dove sistemi snelli funzionano grazie a un più limitato ricorso delle parti al processo tributario, analizza le motivazioni che stanno alla base del deficit di efficienza, individuate nelle seguenti criticità:
- la notevole complessità e variabilità delle normative, che influisce negativamente sulla certezza del diritto;
- l’insufficiente conoscenza della giurisprudenza di merito;
- l’eccessiva durata del processo tributario;
- l’insufficiente specializzazione dei giudici;
- le dimensioni quantitative del processo tributario;
- la diffusa percezione di una imperfetta indipendenza dei giudici tributari.
Partendo dall’evidenza della necessità di una riforma della giustizia tributaria che sia strutturale, la Commissione individua alcuni pilastri che, insieme, costituiranno le fondamenta della prossima riforma della giustizia tributaria:
- ampliare il contraddittorio e il ricorso all’autotutela;
- migliorare l’efficienza degli strumenti deflattivi del contenzioso;
- colmare il deficit informativo sulla giurisprudenza tributaria;
- rafforzare la specializzazione dei giudici tributari, consolidandone al tempo stesso l’indipendenza;
- apprestare migliori difese processuali degli interessi in gioco;
- migliorare l’offerta di giustizia all’interno del giudizio di legittimità.
