Migranti, gli italiani bocciano Lamorgese. Stanchi pure gli elettori del PD

In base ai sondaggi condotti da AnalisiPolitica, l’istituto demoscopico fondato da Arnaldo Ferrari Nasi, realizzati per Libero. «Il sondaggio – scrive Pietro Senaldi – dimostra che l’argomento immigrazione è quello sul quale gli italiani più sono distanti dalla linea del governo, il cui comportamento è apprezzato solo dal 25% degli intervistati mentre il 61% lo giudica male. Quando al Viminale sedeva Salvini, nel 2019, la politica dell’esecutivo in materia di lotta ai clandestini, ivi compreso il blocco degli sbarchi, trattenendo i profughi a bordo delle navi che li avevano raccolti in mare, era arrivata a toccare l’81% dei consensi, ma perfino l’azione di Alfano, ministro dell’Interno di Letta nel 2015, era più gradita di quella della Lamorgese, arrivando almeno al 29% dei consensi».

«Nel fine settimana – scrive ancora Senaldi – sono sbarcati oltre un migliaio di profughi. Salvini e la Meloni, dal governo e dall’opposizione, hanno tuonato. “Draghi mi dà ragione ma poi non fa nulla”, ha detto il leader leghista. “Agli italiani serve il green pass per entrare in un bar ma i clandestini sono liberi di andare ovunque”, ha aggiunto la presidente di FdI. L’argomento è fuori dalle cronache principali di questi tempi, ma la sensazione è che non potrà restarlo a lungo, perché agli italiani sta a cuore e tre su quattro di loro non intendono la ripartenza del Paese come la ripresa degli sbarchi e chiedono al premier una prova di discontinuità con i giallorossi anche nella lotta all’immigrazione clandestina».

Sempre su Libero, interviene anche Alberto Ferrari Nasi, direttore AnalisiPolitica. «AnalisiPolitica – scrive Ferrari Nasi – si è occupata più specificatamente dell’operato del governo nell’affrontare il problema degli sbarchi di migranti, appunto, di competenza del ministro dell’Interno. Il dato di giudizi positivi del 25%, registrato pochi giorni fa, è addirittura peggiore di quello del 2015 con Angelino Alfano al Viminale, citato proprio da Salvini come esempio negativo nella gestione del fenomeno. Indicativo anche il valore dei “non so”, che passa dal fisiologico 5% ad un non comune 14%».

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