“Reddito di cittadinanza è necessario”. Conte difende il sussidio fallimentare M5S

Giuseppe Conte non ha alcuna intenzione di cedere alle critiche sul Reddito di Cittadinanza: “Resto a quanto ha dichiarato Draghi, che condivide la necessità di questo sistema di protezione. L’iniziativa del centrodestra, spalleggiata da Italia viva, non potrà avere successo, perché il reddito di cittadinanza è un fatto di necessità oltre che di civiltà”. E se Salvini fa mea culpa dichiarando che non lo voterebbe una seconda volta, Conte rivendica: “Lo rifarei non una, ma cento volte, l’Italia sul reddito di cittadinanza non può più tornare indietro”.

A guardare bene, però, Italia Viva e Lega non sono le uniche forze a voler mettere mano alla norma. Della necessità di modificare il reddito di cittadinanza parla anche il segretario Pd Enrico Letta, sebbene con toni molto meno ultimativi di Renzi e Salvini: “Credo che Draghi sul reddito di cittadinanza abbia detto cose importanti. Ha aperto una discussione che consente di portare miglioramenti e di prendere il buono che c’è stato, perché del buono ce n’è stato e di superare i limiti a oggi riscontrati. Questo è il metodo migliore. Quindi”, sottolinea Letta. “Nessuna cancellazione di questo strumento ma, come propone Draghi, noi come il premier crediamo in un suo miglioramento”, aggiunge il segretario Pd.

Miglioramento, non cancellazione: una posizione davanti alla quale anche i Cinque Stelle si mostrano collaborativi: “C’è la necessità di apportare modifiche nella messa in pratica dello strumento e, per questa ragione”, concede Conte dicendosi pronto a favorire la costituzione di “un tavolo che monitori la sua efficacia, rafforzi i controlli per evitare abusi e favorisca il dispiegamento di tutti i vantaggi per gli imprenditori collegati alle assunzioni”.

Le polemiche fra i partiti di maggioranza, tuttavia, non si fermano al reddito anche perché nell’intervista l’ex presidente del Consiglio attacca duramente Salvini per la sua posizione sui due temi della sicurezza e dei migranti. “Quando Salvini era un mio ministro”, ricorda Conte, “cercai di fargli capire che un problema così complesso”, come quello della gestione dei flussi di migranti, “non si affronta con la demagogia, facendo la voce grossa in televisione. Gli chisi, senza successo, di migliorare il sistema dei rimpatri, ma non ci riuscì pur avendo i pieni poteri di ministro”. Parole che scatenano il fuoco da parte delle matterie nemiche, ma non solo.

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print
slot gacor slot gacor slot gacor https://penjastoto.com/ penjas69 prediksi hk slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot gacor slot mahjong