La vera discriminante politica per i prossimi sette anni è che cosa fa Draghi. L`interesse del Paese è che Draghi vada subito al Quirinale, che si facciano subito le elezioni e che governi chi le vince”. Lo ha detto, in una intervista a “La Stampa”, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. “Draghi diventerebbe De Gaulle. A gennaio mancherá un anno alle elezioni e Draghi non può sopportare un anno di campagna elettorale permanente. Da gennaio la musica sará diversa. I partiti smetteranno di coprirlo e si concentreranno sugli elettori”, ha aggiunto Giorgetti sottolineando che, in caso contrario, per Giorgetti un bis di Mattarella sarebbe “complicato”e le possibilitá di Berlusconi sono “poche”.
A proposito della discussione sul salario minimo europeo, se non c’è la paritá di acquisto nei Paesi europei è piuttosto difficile da realizzare. Poi col salario minimo togli legittimazione alla contrattazione, ammazzando il sindacato”, ha detto Giorgetti, sottolineando che “il dibattito è aperto anche se va inserito in un discorso piú ampio. E poi, a una settimana dal voto, questa discussione puzza di demagogia. Io ho un ottimo rapporto anche con Landini, a dire la veritá. Però il problema è un altro. Recitano una parte. È tutto un copione, a cominciare dai tavoli di crisi. Tutta una rappresentazione per l’opinione pubblica. Come se fossimo negli anni ’80. Invece sulle cose concrete possiamo incontrarci. E spesso lo facciamo”. Quanto al suo futuro da leader della Lega, “preferisco guardare lontano restando dietro. Se fai il front-man finisce che ti perdi nelle risse. Guardi quello che e’ successo a Letta: l’hanno preso e scaraventato nella mischia. Ecco, io no, grazie”, ha concluso. (Italia Oggi)
