Revisione del catasto ma nessuna conseguenza su Isee

Revisione del catasto senza influenze su Isee, verifiche da redditometro e Imu. La legge delega di riforma fiscale presentata ieri alla camera dei deputati per avviare l’iter di approvazione aggiunge un inciso nella disposizione di riforma sul catasto. La rassicurazione dell’invarianza sugli effetti fiscali, oltre che sulla determinazione della base imponibile, della riforma del catasto era stata data già verbalmente dal presidente del consiglio Mario Draghi, il 5 ottobre quando la riforma era stata approvata, ora l’esplicitazione nel testo dell’articolo 6, 2 comma lettera a: «prevedere che le informazioni rilevate secondo i principi di cui al presente comma non siano utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali e, comunque, per finalità fiscali».

L’indicazione però non è ritenuta sufficiente da Confedilizia che in una nota, ieri è tornata a evidenziare le critiche sul progetto di riforma: «Oggi (ieri per chi legge, ndr) approda in Parlamento il disegno di legge delega con la riforma fiscale proposta dal Governo. Al suo interno c’è la revisione del catasto, che proprio il parlamento aveva escluso dal documento di indirizzo approvato lo scorso 30 giugno, sul quale l’esecutivo si era impegnato, anche nella Nadef licenziata pochi giorni fa, a fondare il proprio testo«, commenta il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa che aggiunge: «Da parte nostra, ribadiamo quanto abbiamo sempre detto: se c’è un’urgenza, quella non è la riforma del catasto, che ha già creato un effetto depressivo sul mercato immobiliare, ma la riduzione della patrimoniale sugli immobili, l’Imu, che nei suoi dieci anni di vita ha pesato per 230 miliardi di euro su famiglie e imprese, determinando una caduta progressiva del valore del risparmio che tanti italiani avevano investito, cosi’ ripagati, nel loro paese».

La relazione tecnica che accompagna il testo rinvia sostanzialmente per la quantificazione finanziaria delle misure ai decreti delegati che le declineranno.

Solo per la revisione dell’Irpef i tecnici del ministero ricordano che il taglio delle tasse e gli interventi di rimodulazioni di aliquote e scaglioni, che comporteranno una perdita di gettito, dovranno essere inseriti nella cornice dello stanziamento complessivo (al momento restano iscritti 2 mld per il 2022 e un miliardo per il 2023 anche se arriveranno a 8 mld con gli stanziamenti ricavati dal fondo di recupero dell’evasione) in aggiunta a esso la spesa sarà coperta dalla razionalizzazione delle deduzioni e delle detrazioni dall’imposta.

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