Il fondo per la riduzione delle tasse vale 8 miliardi. A tenerlo a battesimo e la legge di bilancio approvata ieri dal consiglio dei ministri. Ma per comprendere come si articolerà in norme la riduzione bisognerà attendere. La manovra 2022 rinvia al primo gennaio 2022 le azioni che comunque non potranno prescindere sul fronte lavoratori dalla riduzione delle aliquote e dalla revisione organica del sistema delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente e del trattamento integrativo, sul fronte imprese dalla aliquota dell’Irap. Il ministro dell’economia Daniele Franco ha spiegato che sarà presentato alla manovra un emendamento governativo, dopo aver ascoltato le parti sociali, su come si dovrà articolare il taglio dell’Irpef e dell’Irap. La manovra porta anche il taglio al 10% dell’aliquota Iva applicata sugli assorbenti. Plastic e Sugar Tax al 2023. Un capitolo di intervento oltre l’Iva sugli assorbenti, è quello delle compensazioni dei crediti di imposta si eleva nuovamente e questa volta senza scadenza il tetto a 2 mln di euro. L’anno scorso da 700 mila era stato elevato a 1 mln in considerazione dell’emergenza covid-19. Altro intervento è sulla revisione del riconoscimento fiscale del maggior valore rivalutato delle attività immobiliari resosi necessario per recuperare un buco di gettito creato dalle norme del decreto agosto sulla rivalutazione dei beni e dei riallineamenti.
Sul capitolo della riscossione si opera una sorta di commissariamento di Agenzia delle entrate Riscossione in Agenzia delle entrate. Una modifica all’articolo istitutivo fa si che ora Riscossione sia sottoposto alla vigilanza e all’indirizzo diretto di Agenzia delle entrate mentre fino ad oggi questo compito spettava al ministero dell’economia mentre le Entrate avevano un compito di monitoraggio costante. Il vertice sarà unico nella figura del direttore delle Entrate (che comunque oggi era il presidente di Riscossione). Per il nuovo aggio stanziati 990 mln di euro. Dal primo gennaio 2022 non sarà più una voce nelle cartelle ma rinasce con una diversa articolazione così ripartita: una quota a carico del debitore denominata spese esecutive, sarà in misura fissa e lo stabilirà un decreto, una quota in cartella e una quota a carico degli enti creditori diversi da quelli statali e dalle agenzie fiscali, una quota dell1% delle somme riscosse a carico degli enti creditori che puo’ variare sulla base dei carichi affidati. Cristina Bartelli (Italia Oggi)
