Bollette luce e gas: cancellazione rincari per 3 mesi

Stop agli aumenti di gas e luce. Sono state azzerate le aliquote sugli oneri di sistema delle piccole utenze elettriche, siano esse domestiche (circa 29,6 milioni ) o non domestiche in bassa tensione (circa sei mln), fino a 16,5 kW.  Parlando di ”non domestiche”, ci riferiamo sicuramente ai consumi dei negozi, delle piccole e medie imprese, delle attività artigianali, commerciali o professionali, dei capannoni e dei magazzini.

Vale 800mln di euro la cancellazione riguardante gli ultimi tre mesi del 2021, e serve ad alleviare quelle  categorie destinate ad un rincaro maggiore. Sul fronte gas, invece, è stata più che dimezzata l’Iva in bolletta relativa alle somministrazioni di metano usato per combustione per usi civili e industriali: nelle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2021, l’aliquota sarà del 5 per cento. Ricordiamo che per usi civili l’aliquota è abitualmente al 10% fino a 480 metri cubi annui di consumo e al 22% oltre; per usi industriali, invece, l’Iva è di norma al 22%, mentre per le attività agricole, estrattive, manifatturiere, editoria.

Altri 480 milioni di euro serviranno, invece, a contenere gli aumenti di prezzo relativi al gas naturale, agendo anche qui in bolletta sul versante delle aliquote relative agli oneri generali di sistema.li e poligrafiche è al 10%. La sforbiciata alla bolletta del gas metano costerà all’erario qualcosa come 574,7 mln di euro di minor gettito da usi civili e 33,7 mln di euro da usi industriali: totale 608,4 milioni di euro.

Il doppio sgravio temporaneo è previsto dal disegno di legge di conversione del dl n. 130/2021, che dopo aver incassato alcune modifiche al testo in senato, è approdato ieri in aula a Montecitorio, per il via libera definitivo (i tempi per la conversione in legge scadono il 27/11). Le modifiche al testo del decreto legge, apportate in sede di conversione a palazzo Madama sono di carattere tecnico.

Riepiloghiamo i punti salienti del provvedimento, ricordando le sue due più grandi missioni: sterilizzare gli incrementi dei costi in origine stimati intorno al 40%, per la luce, e a circa il 30% per le tariffe del gas.

Il decreto in conversione dispone che una parte dei proventi derivanti dalle aste delle quote di emissione di C02, pari a 609 milioni di euro, sia destinata al sostegno delle misure di incentivazione delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. In più, 591 milioni saranno trasferiti alla Cassa per i servizi energetici e ambientali entro il 30 settembre 2021, senza specifico vincolo di destinazione. Viene poi assegnato all’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) il compito di ridefinire – per il trimestre ottobre-dicembre 2021 e per un importo complessivo pari a 450 milioni di euro – le agevolazioni ai clienti economicamente svantaggiati o in cattive condizioni di salute, relative alle tariffe per la fornitura di energia elettrica. Idem per la compensazione della spesa per la fornitura di gas naturale. Infine, un nuovo articolo, introdotto al senato, prescrive che per i contratti di fornitura e quelli derivati – già in essere o stipulati entro la fine del 2022 (indipendentemente dalla data di consegna prevista) – si applichino le norme della legge sulla concorrenza (art. 1, comma 86, della legge n. 124/2017) anche per le forniture o le consegne da stati extra-Ue, ma direttamente interconnessi da reti elettriche o gasdotti con l’Italia.

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