Suicidio assistito e il caso di Mario. I vescovi: ”Darsi la morte non è mai una scelta giustificabile”

I rappresentanti ecclesiastici intervengono sul caso di Mario, 42 enne marchiano, tetraplegico da dieci anni, che sta affrontando l’iter formale per porre fine alla sua vita.

Il comitato etico delle Marche ha esaminato attentamente i requisiti contenuti nella sentenza Cappato, della Corte Costituzionale, aprendo la strada per la morte assistita. I vescovi delle Marche esprimono vicinanza, empatia al dolore inimmaginabile e pregano per chi è nella sofferenza della malattia. Ma si rammaricano che ci sia, chi nella sofferenza, decida  di rinunciare alla vita, scelta che invece non sentiranno mai di condividere. Perché? Esortando piuttosto a non perdere mai la speranza, anche nei momenti più dolorosi, ricorrendo a tutti i mezzi che la medicina combinata ad una buona dose di fede dispongono. Ritengono che la scelta di ”suicidarsi” non sia mai giustificabile e che compitò della società sia creare le condizioni di solidarietà affinché questo non avvenga mai, senza lasciare nessuno alla solitudine della malattia. ”La vita è un bene ricevuto che va sempre difeso e tutelato” affermano speranzosi. 

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