Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, politicamente non è un esempio di coerenza, e lo ha dimostrato ancora una volta con la sua E news . “Noi siamo orgogliosamente diversi dai sovranisti (Meloni e Salvini) e dai populisti (Conte e Taverna). Pertanto, chi vuole allearsi con Meloni o Conte faccia pure ma senza di noi. Per essere più chiari: se nel collegio Roma 1 il Pd mette in campo una candidatura riformista, noi ci siamo. Se il Pd candida Conte, la candidatura riformista noi la troveremo in ogni caso ma non sarà Giuseppe Conte”.
Poi ha proseguito: “Perché il Pd può fare quello che crede, ma regalare il seggio sicuro al premier del sovranismo, all’uomo che ha firmato i Decreti Salvini, all’avvocato che non vedeva differenza tra giustizialismo e garantismo significherebbe subalternità totale. È un seggio parlamentare, non è un banco a rotelle! Se davvero sarà Conte il candidato del Pd, ci attende una bellissima campagna elettorale nel collegio di Roma Centro”.
Forse il vertice Iv ha dimenticato che con i grillini di Conte ci governa insieme e con loro si divide le poltrone della maggioranza. Lo ha ricordato Giorgia Meloni sui social:
“Forse il fondatore di Italia Viva lo ha dimenticato ma può capitare a chi non ricorda nemmeno di essersi ritirato dalla politica ben 5 anni fa, dopo la sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016.
Riguardo a noi, caro Renzi, dormi tranquillo: non facciamo accordi con la sinistra, con il M5S o con chi ha come modello di società l’Arabia Saudita”.
E’ evidente che al vertice Iv irrita particolarmente l’accusa di propendersi verso destra. Ma a forza di fare veti, chi rimane? Fratelli d’Italia, sentendosi tirare in causa, ha preso le distanze. “Siamo noi a non voler governare con te”, è la sintesi espressa dal suo presidente, ribadendo quello che ormai è il motto dei Patrioti: “mai con la sinistra, mai col Movimento 5 Stelle”.
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