Ue vuole limitare vendita e affitto case: ennesimo assalto a patrimonio italiano

Ennesimo assalto al patrimonio italiano da parte dell’Europa: sarebbe in arrivo una nuova direttiva che imporrebbe limiti alla vendita e all’affitto di case qualora “consumino” troppo. La scusa è quella della transizione ecologica ma la verità è che ancora una volta l’Unione Europea tenta di mettere le mani nel patrimonio immobiliare del nostro Paese.

La direttiva di cui parliamo prevede infatti un obbligo di rinnovo energetico prima di procedere alla vendita o all’affitto degli edifici. Secondo le indiscrezioni che circolano da Bruxelles, e secondo quanto riferisce Il Messaggero, questa sarebbe una delle proposte dell’Europa all’efficientamento energetico, per cui si prevede la presentazione di una direttiva ad hoc il prossimo 14 dicembre.

Per il rinnovo della classe energetica dovrà essere considerato lo stato di partenza dell’immobile, ma rimarranno esclusi dai calcoli gli edifici storici. La proposta a cui la Commissione europea sta lavorando prevede standard minimi di prestazione energetica e precise indicazioni per i piani nazionali di riqualificazione energetica dell’edilizia. E non è tutto: con la nuova direttiva entrerebbero in gioco nuovi strumenti per facilitare i proprietari nell’effettuare i lavori di  ristrutturazione dei locali. Sul tavolo l’idea di sfruttare la leva del credito. Non è escluso che vengano elargiti degli incentivi alle società elettriche ed energetiche, poiché saranno queste ultime a sobbarcarsi il rischio del finanziamento iniziale e a dover ripagare gli investimenti con i risparmi sull’energia.

Alla notizia, i primi ad insorgere sono stati Fratelli d’Italia. “Leggiamo sulla stampa che sarebbe in arrivo una direttiva Ue per vincolare la vendita e l’affitto di case al raggiungimento di una determinata classe energetica. Con la scusa della transizione ideologica l’Ue tenta l’ennesimo assalto al patrimonio immobiliare italiano”. Lo ha dichiarato la deputata di FdI Ylenja Lucaselli. “Dopo aver invocato per anni quella riforma peggiorativa degli estimi catastali, foriera di nuove tasse, che purtroppo il governo ha raccolto. Le preoccupazioni di Confedilizia sono più che giustificate ed è necessario l’Esecutivo si esprima perché siamo di fronte all’ipotesi di una morsa normativa che comprometterebbe ulteriormente quello che per tradizione è l’investimento degli italiani”.

CC

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