L’effetto dell’inflazione in salita nel 2021 ha dato come conseguenza l’aumento pensionistico fino a 300 euro all’anno, identica cosa che vale per gli assegni di reversibilità.
Scherzetto dell’economia che porterà la spesa previdenziale a crescere di circa 4 miliardi di euro, ma che per i pensionati si tradurrà in un aumento di circa 25 euro al mese sul proprio assegno pensione.
A mettere tutto nero su bianco è stato il Decreto Mef datato 17 novembre 2021 e finito nella Gazzetta ufficale del 26 novembre. Vediamo in questo articolo cosa cambia dal prossimo anno e i nuovi aumenti per pensioni e reversibilità.
Ricordiamo che, oltre all’aumento pensionistico, in gioco il prossimo anno c’è la riforma pensioni 2022, che vede al tavolo delle trattative ancora il governo con i sindacati, e che per ora porterà ancora alcune singole modifiche:
- l’introduzione provvisoria di Quota 102
- lo stop a quota 100
- il rinnovo di Opzione donna e di Ape social, con l’elenco allargato della attività gravose che consentono di accedervi
Pensioni e reversibilità: i nuovi aumenti nel decreto Mef
“La percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2021 è determinata in misura pari a +1,7 dal 1° gennaio 2022, salvo conguaglio da effettuarsi in sede di perequazione per l’anno successivo”.
Questa l’informazione riportata nell’articolo 2 del Decreto Mef 17 novembre 2021. Firmato Daniele Franco (Ministro dell’economia) e Andrea Orlando (Ministro del lavoro).Tradotto significa che l’inflazione dei prezzi del 2021 rispetto al 2020 aumenterà all’1,7%. Anche il calcolo delle pensioni subirà un aumento proporzionato. Una spesa aggiuntiva per le casse dello Stato di circa 4 miliardi a beneficio di circa 23 milioni di pensionate e pensionati italiani
Tradotto significa che l’inflazione dei prezzi del 2021 rispetto al 2020 aumenterà all’1,7%. Anche il calcolo delle pensioni subirà un aumento proporzionato. Una spesa aggiuntiva per le casse dello Stato di circa 4 miliardi a beneficio di circa 23 milioni di pensionate e pensionati italiani
Pensioni 2022: torna la perequazione degli importi
Da gennaio 2022 si torna quindi alla perequazione degli importi pensionistici, relativi al valore ISTAT, che si applica in maniera progressiva:
- è pari al 100 % (di 1,7%) per gli assegni piu bassi, fino a 4 volte il minimo (cioe fino a 2062 euro lordi, importo in cui rientra la maggioranza degli assegni) ,
- del 90% per gli assegni tra 4 e 5 volte il minimo (fino a 2577,90 euro)
- del 75% oltre questa soglia ( assegni lordi oltre 2.577,90 euro)
Pensioni e reversibilità: gli aumenti dal 1° gennaio 2022
Per effetto di tutto ciò quindi, dal 1° gennaio 2022 l’assegno previdenziale dei e delle titolari di pensioni sarà un po’ più ricco.
Cifre che saranno comunque provvisorie perchè parametrate ai primi 9 mesi dell’anno. Dopodichè, una volta calcolato il valore definitivo Istat relativo a tutto il 2021, Inps provvederà ad effettuare i relativi conguagli a inizio 2023.
In questa tabella di FiscoeTasse.com alcuni esempi di importi pensioni con tanto di aumenti dovuti all’adeguamento all’inflazione, così come stabilito dal decreto:
Importo pensione 2021 Rivalutazione Importo pensione 2022 700 euro 11,90 711,90 euro 1000 euro 17,00 1.017 euro 1300 euro 22,10 1322,10 euro 1500 euro 25,50 1525,50 euro 2000 euro 34,00 2034,00 euro 2500 41,76 2041,76 euro 2800 45,78 2845,78 euro 3000 48,33 3048,33 euro 4000 61,08 4061,08 euro 5000 73,83 5073,83 (Fonte: fiscoetasse.com)
Come si vede dalla tabella, un titolare di pensione media di 1.000 euro al mese finirà per prendere un aumento di 221 euro circa nell’arco di un anno. Invece un assegno pensione un po’ più alto, di 1.300 euro mensili, vedrà un aumento annuo di 287 euro circa.
