Feltri a Travaglio: ”Perché no Berlusconi al Colle? Napolitano era molto peggio”

Siamo nel semestre bianco e tutti si chiedono chi sarà il successore al Colle di Sergio Mattarella. Tanti i nomi che sono emersi come papabili candidati che siederanno alla Presidenza della Repubblica, tra cui anche donne, ma il nome che balza subito al mainstream è quello del Cavaliere, Silvio Berlusconi. Nel clima di incertezza, anche il direttore editoriale di Libero Vittorio Feltri ha detto la sua. Lui tifa per il leader di Forza Italia, riallacciandosi a un commento espresso dal leader di Azione, Carlo Calenda nel merito. “Da qualche tempo in qua Calenda, nonostante tutto, mi è simpatico perché dice cose spiritose che contengono verità illuminanti. Recentemente, interrogato sulla prossima elezione del Capo dello Stato, ha detto che gli piacerebbe che venisse scelto Silvio Berlusconi. Ma non per motivi ideologici, bensì per vedere la faccia di Marco Travaglio di fronte a quella che per costui sarebbe una immane tragedia”.

Poi il direttore di Libero prosegue: “sarei contento anche io se il Cavaliere entrasse al Quirinale. Indubbiamente osservare l’espressione del direttore del Fatto quotidiano davanti alla notizia che il dominus di Arcore è diventato addirittura presidente della Repubblica, sarebbe uno spettacolo memorabile. Un divertimento ineguagliabile. Per non parlare degli articoli fantastici che il giornale di Marco, uomo a suo modo geniale, dedicherebbe per sette anni al cosiddetto garante della costituzione già leader di Forza Italia”.

Ci sono state altre presenze al Quirinale molto discusse, come quella di Giorgio Napolitano. Non tutti i presidenti, in passato, si sono dimostrati un esempio di unità, coerenza e garanzia della nostra carta Costituzionale. “Vorrei ricordare a Travaglio – ha detto appunto Feltri- che sul Colle in un passato non remoto salirono personaggi ben più imbarazzanti di Silvio senza che nessuno si sia scandalizzato. Mi riferisco per esempio a Giorgio Napolitano, un comunista inossidabile, per altro ex fascista, la cui storia politica collide con le tradizioni democratiche. Un uomo di potere sicuramente astuto ma con la falce e martello ben stampato in testa, con cui non poteva osservare serenamente le regole imposte dalla nostra Carta. Gestì il baraccone repubblicano come fosse un negozio di frutta e verdura, a proprio piacimento; infischiandosene dei partiti poco amici della sinistra. Siccome si continua a ripetere fino alla nausea che il capo dello Stato deve essere un uomo al di sopra delle parti”.

Feltri è andato giù pesante sulla figura di Giorgio Napolitano, arrivando a definirlo un “partigiano da salotto”. Inutile, quindi, che ci si scandalizzi per l’eventuale presidenza di chi non è mai stato imparziale politicamente. Il direttore di Libero prende di mira anche Scalfaro: “Senza contare che al Quirinale alloggiò perfino Scalfaro. Brava persona, ma non certo simpatizzante per il centrodestra: come tutti ricordano quando manovrò per togliere il Cavaliere da Palazzo Chigi con l’aiuto di Bossi e D’Alema. E allora nessuno ci scocci con discorsi retorici sulle qualità richieste al prossimo numero uno della Repubblica”.

CC

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