Dopo anni l’UE dà ragione a Fratelli d’Italia: introdotti i “dazi di civiltà”

Ci sono prodotti che spesso arrivano in Europa non rispettando i nostri standard in merito alla tutela dell’ambiente. Da anni Fratelli d’Italia propone i “dazi di civiltà”, una misura che mira a frenare l’ingresso nel nostro commercio di tutti quei prodotti che violano le leggi ambientali. Una misura inevitabile per scongiurare la violazione di tutte quelle regole orientate a minori emissioni di sostanze nocive/tossiche e rispetto in generale dell’ambiente.

Se n’è detta orgogliosa la leader FDI, Giorgia Meloni, che una volta appresa la notizia ha scritto fiera su Facebook: «L’Unione Europea finalmente pensa a introdurre dazi nei confronti dei prodotti provenienti da Stati che non rispettano i nostri standard di tutela dell’ambiente. In sintesi dovrebbe essere inserita una tassa sui prodotti la cui realizzazione comporta la produzione di notevoli quantità di emissioni nocive, come il cemento, l’acciaio e i fertilizzanti».

Il vertice FDI ha rivendicato l’idea dei dazi di civiltà, proposta da anni dal suo partito, puntualizzando: «Sono molti anni  che Fratelli d’Italia sostiene in ogni sede la necessità dei “dazi di civiltà” proprio per costringere chi vuole avere rapporti commerciali con l’Italia a rispettare standard ambientali di produzione in linea con quanto chiesto alle nostre aziende. Altrimenti la nostra “svolta green” invece di salvare il pianeta servirà solo ad ammazzare definitivamente il nostro tessuto produttivo. Ancora una volta i “pericolosi sovranisti” dicono cose talmente di buonsenso da costringere “gli europeisti” a seguirli, seppure con miope ritardo».

In particolare, il progetto della Commissione europea comprende tre nuove “risorse proprie”. La prima si basa sui ricavi derivanti dall’Ets, il sistema dell’Unione Europea che serve allo scambio di quote di emissioni climalteranti. La seconda è composta dalle risorse generate dal Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism). Si tratta di un mix interconnesso di dazi climatici il cui obiettivo è compensare ciò che riguarda le emissioni inquinanti di alcuni prodotti energy intensive importati in Europa. La terza è una parte dei profitti residui che le grandi multinazionali hanno realizzato, e che saranno riallocate ai vari Stati membri sulla base di quanto concordato in sede Ocse.

Oltre a Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, si è detto soddisfatto anche il commissario al Bilancio Johannes Hahn, perché “abbiamo emesso bond, ma siamo in grado di ripagare i debiti introducendo nuove risorse proprie». Quando vengono approvate e tradotte in realtà, in base ai calcoli della Commissione queste tre nuove risorse proprie arriveranno a produrre 17 miliardi di euro annui per il bilancio Ue, negli anni 2026-2030.

CC

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