La crisi del gas colpisce in Italia: batosta su famiglie e imprese

La crisi energetica mette a rischio diversi comparti produttivi in Italia: con il gas sempre più carente e costoso, imprese e grandi industrie lanciano l’allarme sull’elettricità troppo onerosa.

La vivacità dei consumi che sta caratterizzando il periodo natalizio rischia di subire un brusco e pesante stop.

prezzi del gas non accennano a diminuire in Europa e la stessa Italia ne sta pagando le conseguenze.

Non solo i consumatori, ma anche le imprese lanciano l’allarme sul caro-energia che sembra non avere tregua.

Sebbene mentre si scrive il gas scambia a 139 euro per kilowattora ad Amsterdam, in diminuzione ma sempre a livelli record rispetto a un anno fa, la pressione energetica potrebbe scoppiare in chiusure o fallimenti aziendali.

In Europa questo fenomeno sta già accadendo, con 40 società in bancarotta tra Regno Unito, Paesi Bassi, Germania, Repubblica Ceca, Belgio, Finlandia (anche a Singapore) per no essere riuscite a trasferire i rincari sugli utenti.

Cosa aspettarsi nell’industria italiana? C’è allarme per i prezzi energetici alle stelle.

L’industria soffre: il motivo è la crisi del gas

Per capire la situazione del comparto produttivo in Italia e intravedere il prossimo futuro, basta leggere l’ultima nota di Confindustria sulla congiuntura flash di dicembre:

“Lo scenario per la manifattura sarebbe favorevole: a novembre il PMI è salito ulteriormente (62,8 da 61,1), indicando espansione, grazie agli ordini in aumento. Tuttavia, l’impennata abnorme del prezzo europeo del gas e, quindi, dell’elettricità in Italia (+572% a dicembre sul pre-crisi), se persistente, mette a rischio l’attività nei settori energivori.”

Condizionale d’obbligo, quindi, quando di parla di piena ripresa industriale, perché i costi alle stelle dell’energia stanno persistendo e non lasciano grandi spiragli nel breve periodo.

Come sottolineato da un’analisi del Sole 24 ore, da tempo ormai nella borsa elettrica italiana, la corrente all’ingrosso viaggia oltre i 300 euro per mille chilowattora.

In più, i diritti di emissione della CO2 costano 80-100 euro per tonnellata negli scambi europei Ets. Questo si traduce in un costo aggiuntivo di 20 -25 centesimi al chilowattora per le centrali elettriche a metano.

Il carbone, quindi, sta tornando in auge, anche in Italia.

Quanto abbiamo speso e quanto spenderemo per le bollette

Se nel 2020 le famiglie italiane hanno speso in media 1.320 euro per le spese per energia elettrica e gas (pari al 4,7% della spesa totale annuale) l’esborso è salito a 1.523 euro nel 2021 con un aumento di oltre 200 euro.

Ancora più difficile appare la situazione in prospettiva: nel 2022 questa cifra dovrebbe salire a quasi 1.950 euro (+426 euro rispetto al 2021) arrivando a rappresentare il 6,1% dei consumi.

“Questo esborso aggiuntivo, in aggregato, cioè per il complesso dei quasi 26 milioni di nuclei familiari, si tradurrebbe in una maggiore spesa energetica, determinata dalla sola componente di prezzo, di oltre 11 miliardi di euro nel 2022. Considerando questa spesa come difficilmente comprimibile da parte delle famiglie – prosegue Confcommercio – è presumibile che le stesse siano costrette a rinunciare ad altre spese tra quelle non obbligate, prolungando le difficoltà di settori già duramente colpiti dalla pandemia. Inoltre, il raffronto tra la maggiore spesa aggregata e gli stanziamenti previsti dal governo per attenuarne gli impatti – tra 3 e 4 miliardi di euro nel complesso di famiglie e piccole imprese – evidenzia la relativa esiguità del pure importante intervento di sostegno”.

Per Confcommercio, quindi “sembra inevitabile sia un ripensamento delle politiche energetiche sia una diversa strategia di prezzo per i relativi consumi”.

Le conseguenze per le aziende

Le ripercussioni del trend rialzista di eletticità e gas sulla bolletta energetica rappresenta una vera e propria emergenza per le aziende. In assenza di misure di contenimento, per il prossimo primo trimestre 2022 si stimano incrementi dei costi dell’elettricità e del gas compresi tra il 38% e il 42%.

La Confcommercio fa alcuni esempio:

  • Per un negozio con potenza impegnata di 35 chilowatt e consumo annuo 75 mila chilowattora, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe di oltre 6 mila euro su base annua su un totale di 19 mila euro.
  • Per un ristorante con potenza impegnata di 50 chilowattora e consumo di 100 mila chilowattora in un anno, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe intorno ai 8,5 mila euro annui su un totale di 28 mila euro.
  • Per un albergo con potenza impegnata di 90 chilowattora e consumo 260 mila chilowattora in un anno, la maggiore spesa per la bolletta elettrica sarebbe intorno ai 20 mila euro annui su un totale di 65 mila euro. A questi poi si aggiunge anche l’aumento della bolletta gas per altri 8 mila euro per un albergo tipo su un totale annuo di 19 mila euro.
  • Per un’impresa di autotrasporto, i cui costi operativi per il 30% sono rappresentati dal costo del carburante, nell’ultimo anno è più che raddoppiato il costo del GNL (gas naturale liquefatto), l’unico carburante alternativo disponibile nell’immediato per i mezzi pesanti rendendo paradossalmente diseconomica tale soluzione di trasporto sostenibile.

Secondo Confcommercio, occorre affrontare il tema della dipendenza dalle forniture estere, dipendenza che rende l’Italia più vulnerabile e più esposta a forti oscillazioni dei prezzi delle commodities. Inoltre, è necessario avviare una riforma della struttura della bolletta energetica, anche affrontando il nodo degli oneri generali di sistema.

Servono, poi, misure per compensare gli impatti negativi dell’aumento dei prezzi dei carburanti su tutta la filiera del trasporto e della logistica e misure regolatorie che assicurino mercati concorrenziali, prezzi accessibili, sostenibilità ambientale e sociale degli investimenti e sicurezza dell’approvvigionamento, realizzando un modello di transizione energetica che consenta di coniugare innovazione tecnologica, rispetto dell’ambiente e benefici occupazionali ed economici per cittadini e imprese.

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