Il peggio della settimana: primi sbarchi del 2022. Bomba migratoria minaccia Italia
Il 2022 è appena iniziato e già l’Italia si è ritrovata ad accogliere gli ennesimi barconi. Sull’isola di Lampedusa (Agrigento) sono arrivate 26 persone, tra cui 14 donne e due minori. Il sindaco di Lampedusa Toto’ Martello ha fatto ai cittadini gli auguri di buon anno dando la notizia, e ribadendo la necessità di una soluzione all’inarrestabile flusso migratorio verso la sua isola: “Auguri di buon nuovo anno a tutti anche al governo. Anche il 2022 si apre con uno sbarco di migranti. Il fenomeno dell’immigrazione è un problema che va affrontato seriamente”.

Ma non è tutto. Una vera e propria bomba migratoria è quella in arrivo dall’Africa. A sottolinearlo sono state fonti dell’Ue, secondo le quali la guerra in Etiopia avrebbe spinto 2 milioni di etiopi a sfollare il Tigrè, migliaia dei quali si sono rifugiati in Sudan. E’ molto probabile che da qui si spostino in Libia per poi tentare la traversata verso le coste italiane. Il Quotidiano Libero ha scritto in proposito: “Il Sudan vuole riconoscimenti politici ed aiuti economici ma per il momento si parla di trattenere o lasciar passare una piccola parte dei rifugiati che potrebbe arrivare da un’area che conta qualcosa come 200 milioni di abitanti, con sacche di povertà estreme ed estese”.

 

Quando è iniziata la guerra nel Tigrè? E’ scoppiata in risposta del governo centrale etiope all’attacco ricevuto dai separatisti del Fronte di liberazione del Tigrè (Tplf), riversatosi su alcuni soldati federali nella caserma principale di Macallé, ovvero la capitale regionale. Abiy Ahmed, primo ministro dell’Etiopia, secondo quanto scrive Libero “ha sfruttato l’occasione per chiudere i conti con i separatisti e in particolare con il Tplf che ha governato il Paese per quasi 20 anni dopo la presa del potere nel 1990. Ci sono di mezzo questioni etniche molto radicate, odi di razza di cui raramente si parla da noi, nell’Occidente politically correct per cui l’Africa è abitata solo da vittime”.

In merito era intervenuto anche il Giornale con l’articolo di Fausto Biloslavo. Il reporter aveva definito il Tigrè “una bomba umanitaria che rischia di esplodere definitivamente con la carestia ed i primi segnali di un’epidemia di colera. Il risultato sarà un flusso di profughi e migranti in fuga verso l’Europa”.

 Josep Borrell, l’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera e di sicurezza, aveva dichiarato: «Quello che vediamo è una grave crisi umanitaria con 1.850.000 persone a rischio di carestia e con un uso costante della violenza nei confronti dei civili e lo stupro come arma di guerra». Un numero decisamente alto di morti e sfollati segnano la presenza in Etiopia di una vera e propria emergenza umanitaria, tuttavia l’Italia è già al collasso in quanto ad arrivi migratori ed è impensabile che sia in grado di ospitare addirittura due milioni di sfollati. La speranza è che il governo si svegli, e che tolga l’etichetta all’Italia di essere il campo profughi d’Europa.

CC

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