Quirinale, Fico apre le danze e convoca le camere per il 24 gennaio

Al 24 Gennaio 2022 il Presidente della Camera Roberto fico ha fissato la data per la riunione delle Camere e la votazione sul nuovo Presidente della Repubblica. Ancora i nomi non si conoscono, ma si vocifera molto su Mario Draghi, Giuliano Amato o il candidato di Centrodestra, Silvio Berlusconi. Aperte così le danze alle votazioni, ma il patto tra i partiti non c’è. Il leader della Lega ha invitato i partiti di sinistra a riunirsi per un accordo, ma il PD ha risposto con freddezza all’appello di Matteo Salvini: “nessuna proposta condivisa sul Tavolo finchè nella lista dei candidati vi è anche il Cavaliere”, ha fatto sapere il presidente del Partito Democratico Enrico Letta.

Tra i nomi papabili c’è anche Cartabia, Pera, Franceschini, Gentiloni e Franco. Che sia la volta di un Presidente della Repubblica rosa? Gli schemi sono sostanzialmente due, intesa larga e trasversale o muro contro muro: però stavolta nessuno dei due blocchi, centrodestra e centrosinistra più M5s, dispone sulla carta della maggioranza semplice, richiesta dal quarto scrutinio. 504, la metà più uno di 1007, e cioè 629 deputati (il 630simo è quello del dem Roberto Gualtieri, non ancora sostituito dopo che è diventato sindaco di Roma) 320 senatori, dei quali sei a vita e 314 eletti, e 58 delegati locali indicati dalle Regioni. Alleanze difficili, maggioranze frammentate, franchi tiratori appostati: tutti gli occhi saranno per i centristi e i parlamentari dei gruppi misti.

Non è escluso che possa riuscire nel suo intento di diventare il nuovo inquilino del Quirinale proprio Silvio Berlusconi, che partirebbe con 450 voti della coalizione. Gliene mancherebbero una sessantina scarsa, che potrebbero anche essere recuperati in questi giorni. Contemporaneamente, discretamente, si stanno aprendo i tavoli per un accordo ampio. In questo scenario Mario Draghi è, sarebbe, il favorito, se non fosse che per salire al Quirinale dovrebbe lasciare Palazzo Chigi mentre infuria la pandemia e abbandonare a metà il Pnrr. E non è mai successo che un capo del governo in carica diventasse capo dello Stato. I partiti si sono già messi di traverso. «Forza Italia ha una grandissima stima in Draghi – spiega alla Stampa Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali – Ha lo standing e la capacità per ricoprire qualsiasi ruolo ed è un eccellente presidente del Consiglio. Il problema è la difficoltà di sostituirlo in un momento così delicato alla guida del governo. E al Paese serve stabilità, la legislatura deve arrivare a conclusione naturale». Difficile la nomina di Daniele Franco e di Marta Cartabia, che rimangono sicuramente in ombra rispetto al nome di Mario Draghi.

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