Quinta fumata nera e il flop di Elisabetta Casellati. Da oggi la votazione è doppia

Ennesima fumata nera e il flop della candidatura di Elisabetta Casellati: Forza italia e Lega hanno deciso di astenersi alla sesta votazione, inizata alle ore 17. I senatori di Fratelli d’Italia non stanno rispondendo alla prima chiama. Italia viva, Pd, Leu e Movimento 5 Stelle sono invece orientati alla scheda bianca. Ma proprio dal partito di Grillo fanno sapere che Giuseppe Conte sta stendendo i leader del centrodestra e che “le trattative si intensificano”. Allo scrutinio delle urne di questa mattina Casellati (nome indicato dalla coalizione di Lega, Fdi e Fi nonostante l’opposizione del centrosinistra) non ha superato il quorum (pari a 505 voti) e si è fermata a 382 preferenze, ben al di sotto dei numeri dei grandi elettori del centrodestra (453) e comunque meno di 400, la soglia fissata dalla coalizione per riproporla nella seconda votazione del pomeriggio. Un flop che ha scosso Salvini e alleati, che hanno aperto la caccia al franco tiratore, ma Lega e Fdi assicurano comunque di aver votato compatti la presidente del Senato. Nel mirino è finita perciò Forza Italia. All’appello, infatti, mancano 71 voti della coalizione. Gli astenuti sono stati pari a 406. Sergio Mattarella ottiene 46 voti, 38 vanno a Di Matteo, 8 a Berlusconi, 7 a Tajani e altrettanti a Cartabia. Casini incassa 6 voti mentre Draghi ne ottiene 3, Belloni 2. Le schede bianche sono state 11, le nulle 9. In tutto 530 i votanti, i presenti 936.

Da oggi la votazione è doppia. La conferenza dei capigruppo congiunta di Senato e Camera ha infatti approvato le richieste arrivate in questi giorni da quasi tutti i partiti, da Italia viva al Pd. Una decisione che tende a complicare le mosse di Matteo Salvini e degli alleati. “Il centrodestra continua a gestire irresponsabilmente il più importante passaggio democratico e costituzionale rappresentato dall’elezione del presidente della Repubblica”, scrivono in un comunicato congiunto Pd, M5S, Leu. Che hanno deciso di astenersi alla prima votazione – stessa cosa Iv, Sinistra italiana ed Europa Verde – disertando anche il vertice proposto dal leader leghista. Matteo Renzi a Radio Leopolda in mattinata ha ammesso: “Non escludo l’ipotesi che possa esservi anche un Mattarella bis, sarebbe il fallimento di chi voleva fare il king maker e non l’ha fatto”, dice il leader di Italia viva.

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