Il 3 Febbraio 1957 nasce Carosello, il primo spazio pubblicitario

Nasce Carosello, il primo spazio televisivo dedicato alla pubblicità. In onda ogni sera alle 20,50 sul Programma Nazionale, allora unico canale Rai, Carosello dura all’inizio 10 minuti, con quattro short della durata massima consentita di due minuti e quindici secondi, pari a 64 metri e venticinque centimetri di pellicola. Ogni spazio era venduto alle aziende a un milione e cinquecentomila lire. Tutti i più grandi attori, registi, cantanti e disegnatori “lavoreranno a Carosello”. Si calcola che, all’apice della fama, nel 1976, Carosello giungerà a inchiodare davanti al video fino a 19 milioni di telespettatori.

Il 3 febbraio del 1957 è una data storica per l’Italia: va in onda la prima puntata del Carosello e nasce ufficialmente l’advertising televisivo in Italia. Ripercorriamo assieme la storia del Carosello, il programma che – fino al 1° gennaio del 1977 – ha cambiato le abitudini degli italiani.

Alla nascita della televisione italiana, la RAI monetizzava i suoi proventi unicamente dal canone, gli abbonati però erano un numero ancora esiguo. Già da tempo aleggiava l’idea di creare un contenitore pubblicitario, proprio perché le aziende italiane vedevano nel palinsesto televisivo un importante canale da sfruttare per promuovere i loro prodotti.

Non si voleva proporre agli inserzionisti la classica lettura di annunci pubblicitari come avveniva in radio, ma qualcosa di innovativo, emozionante, non invasivo, attraverso l’intrattenimento e lo spettacolo. Nacque così l’idea di Carosello: scenette comiche e divertenti per catturare l’attenzione del target e convogliarla alla presentazione del prodotto alla fine dello sketch.

Il progetto pilota, una sorta di protocarosello, vide diversi siparietti realizzati a Torino, Milano e Roma. Il più famoso è “La pianola magica” del 1955, un cortometraggio di 25 minuti, in cui un giovane Paolo Ferrari suona con una pianola degli intermezzi per alcune scenette interpretate da attori quali Mario Carotenuto, Alberto Bonucci, Marisa Allasio, Maria Grazia Francia, Alberto Sorrentino, Umberto Melnati che pubblicizzano prodotti di fantasia. È, di fatto, ciò che sarebbe stato il Carosello due anni dopo.

L’origine del nome

L’origine del nome si deve al film “Carosello Napoletano” del 1954 , la prima “pellicola-rivista” incentrata sull’attività del cantastorie: come nel film, l’idea era quella di raccontare, cantare e far divertire in un tempo brevissimo. “Carosello”, infatti, significa torneo, parata di cavalieri, scontro spettacolare.

L’idea della RAI era, inizialmente, di produrre tutti gli spot facendoli pagare 500.000 lire agli inserzionisti. Ben presto ci si rese conto che la produzione sarebbe stata molto impegnativa, quindi si decise di affidare il compito ad aziende esterne scelte dai brand che volevano pubblicizzare. L’unico vincolo era la riserva attraverso la Sacis, l’ente che controllava la pubblicità, intervenendo e censurando qualora fosse opportuno.

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