Beppe Grillo picchia duro contro i parlamentari grillini. Derogare sulla regola dei due mandati? Per lui non se ne parla. Al massimo, si potrebbe riflettere su una elezione che interessi altri livelli istituzionali. La posizione di Grillo è quindi ancora vicina a Giuseppe Conte e contro Luigi Di Maio. Se il terzo mandato non andasse in porto, quest’ultimo dovrà salutare per sempre le Camere.
In base a quanto racconta l’Adnkronos, Beppe Grillo sarebbe stato contattato da diversi deputati e senatori “in scadenza” dopo il post del 5 febbraio intitolato “5 stelle polari”, nel quale si parlava di «rotazione o limiti alla durata delle cariche, anche per favorire una visione della politica come vocazione e non come professione». «In Europarlamento o in Regione guadagnate anche di più, quindi non rompete le p…e…», avrebbe scherzato Grillo con alcuni parlamentari che sente con una certa regolarità, aggiungendo che la questione del terzo mandato è «un tema identitario, non si può derogare».
Ciò su cui al massimo si può ragionare e chiamare gli attivisti a votare, per Grillo, sarebbe dunque una rotazione fra incarichi: chi ha già fatto due mandati in Parlamento può ambire a candidarsi all’Europarlamento o ai Consigli regionali, ma non alle Camere, e viceversa. La ratio, ribadita dal garante nelle telefonate e confermata all’agenzia di stampa anche da fonti che gli sono molto, è contrastare «nicchie di poteri e correnti». C’è in questo un richiamo ai valori delle origini, ma è evidente che la conferma di questo «tema identitario» avrebbe anche la non marginale conseguenza di ridisegnare i gruppi parlamentari che verranno a misura della leadership di Conte o di chi eventualmente dovesse prenderne il posto.
Fra i 67 non ricandidabili su 230 parlamentari ci sono, tra gli altri, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Paola Taverna, Danilo Toninelli e Vito Crimi. Dunque, anche diversi contiani dovrebbero farsi da parte. L’opzione a cui lavorerebbe chi non ci sta ad attenersi alla vecchia regola, cara a Gianroberto Casaleggio ancor prima che a Grillo, è destinare un terzo dei seggi alle riconferme, «ma nel fare le liste decidi chi vive e chi muore, una strada difficilmente percorribile…», ha detto un parlamentare della prima ora all’Adnkronos, che rivela come nelle chat giri insistentemente anche un’altra considerazione: il taglio di deputati e senatori voluto dagli stessi grillini, con il quale «ci siamo tagliati le pa..e da soli».
