Unione Europa e inflazione: i prezzi al consumo più alti delle previsioni

Un’impennata record dell’energia ha spinto l’inflazione in Eurozona più di quanto inizialmente riportato a febbraio, aggiungendosi alla sfida della BCE di ridurre lo stimolo monetario quando l’incertezza sulle ricadute economiche della guerra in Ucraina è elevata.

prezzi al consumo sono aumentati ancora di più di quanto non si aspettassero le previsioni, pressati dallo scenario di guerra in Ucraina che sta mandando in tilt il mercato delle materie prime.

Gas e petrolio corrono verso picchi sempre maggiori, colpendo soprattutto i Paesi europei fortemente dipendenti dall’importazione di combustibili.

Inflazione Eurozona tocca nuovi record

Non si ferma la corsa dei prezzi in Eurozona. Secondo gli ultimi dati Eurostat, l’indice è balzato del 5,9% il mese scorso, con i costi dell’energia in aumento del 32% rispetto all’anno precedente.

L’indice core – che esclude le categorie più volatili di alimentari ed energia – è cresciuto del 2,7% su base annua a febbraio dopo essere aumentato del 2,3% il mese precedente, in linea con le previsioni e con la prima stima.

Il rapporto arriva quando la presidente della BCE Christine Lagarde ha ribadito il suo impegno ad adottare un approccio graduale e flessibile per porre fine agli acquisti di attività su larga scala e aumentare i tassi di interesse.

I responsabili politici rimangono ottimisti sul fatto che la ripresa economica nella regione delle 19 nazioni continuerà nonostante la guerra, sostenendo un mercato del lavoro che è nella migliore forma dagli anni ’70.

Tuttavia, l’accelerazione del tasso di inflazione annuale dell’Eurozona aggiunge ulteriori prove di un aumento delle pressioni sui prezzi a livello globale che dura più a lungo del previsto a causa della forte domanda dei consumatori, dei prezzi elevati dell’energia e delle interruzioni della catena di approvvigionamento globale.

L’attacco della Russia all’Ucraina farà salire i prezzi dell’energia, portando a un’inflazione ancora più alta nei prossimi mesi, avvertono gli economisti.

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print