BCE: impatto guerra sull’economia, inflazione e generi alimentari in aumento

E’ appena uscito il Bollettino Economico di marzo della BCE per la seconda volta quest’anno: il focus è sulle potenziali e concrete conseguenze della guerra russo-ucraina sulla ripresa della zona euro. Il comunicato di marzo mette in luce le reali conseguenze della guerra russo-ucraina.

Cosa prevede Francoforte? Il conflitto ha gettato nuove ombre sul percorso di crescita dei 19 Paesi a moneta unica e gli effetti si faranno sentire soprattutto sull’inflazione, con prezzi energetici ancora in rialzo.

Volatilità nei mercati finanziari e rischi per le prospettive economiche in aumento sono alla base delle considerazioni della banca.

Cosa si aspetta la BCE per l’Eurozona secondo le indicazioni del bollettino economico? Una sintesi dei punti più rilevanti.

BCE: nel bollettino economico pesa il fattore guerra, di quanto?

“L’invasione russa dell’Ucraina avrà un impatto materiale sull’attività economica e sull’inflazione attraverso l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, l’interruzione del commercio internazionale e una fiducia più debole. L’entità di questi effetti dipenderà dall’evoluzione del conflitto, dall’impatto delle sanzioni vigenti e da eventuali ulteriori misure”: così si esprime nelle prime righe il secondo bollettino economico BCE dell’anno.

Come prevedibile, l’irruzione del conflitto ucraino negli equilibri politici ed economici mondiali ha assunto un posto in primo piano nelle considerazioni dell’Eurotower.

Pur ribadendo che l’Eurozona parte da solide condizioni grazie anche ai sostegni dei Governi e dell’UE alla ripresa, la scossa della guerra si farà sentire. Nel 2022, per esempio, la crescita ci sarà ma a un ritmo più lento:

“L’economia è cresciuta del 5,3% nel 2021, con il PIL che è tornato al livello pre-pandemia alla fine dell’anno. Tuttavia, la crescita è rallentata allo 0,3% nell’ultimo trimestre del 2021 e dovrebbe rimanere debole nel primo trimestre del 2022.”

Fronte caldo – e incerto – anche quello dell’inflazione, arrivata al 5,8% a febbraio dal 5,1% di gennaio, con stime di aumento nel breve periodo: “l’inflazione energetica, che ha raggiunto il 31,7% a febbraio, continua a essere la ragione principale dell’alto tasso di inflazione generale e sta spingendo al rialzo i prezzi in molti altri settori. Anche i prezzi dei generi alimentari sono aumentati, a causa di fattori stagionali, costi di trasporto elevati e prezzi più elevati dei fertilizzanti.”

Il target del 2% per l’inflazione è stimato al 2024.

Il bollettino BCE ha sottolineato l’importanza di mantenere politiche fiscali adeguate, che non sono in contrasto con la necessità di avviare una normalizzazione dei bilanci pubblici dopo le misure straordinarie della pandemia.

In definitiva, l’Eurotower ha messo in guardia sull’incertezza che domina a causa della guerra: l’impatto a breve termine sarà un mix di pressi elevati, calo della fiducia, rallentamento delle attività economico, maggiore stress nelle catene di approvvigionamento.

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