La spaccatura tra M5S e PD. Conte: “Letta deve rispettarci, nessuno ci zittisce”

Da giorni vanno avanti le polemiche sulla frattura tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico. L’ex premier Giuseppe Conte, dopo le polemiche tira dritto e va al Quirinale al grido di: «Se pensano di silenziarci, si sbagliano di grosso. Non ci silenzieranno mai». Successivamente a una diretta su Instagram, il leader del M5S è andato al Quirinale per confrontarsi niente meno che con il Presidente della Repubblica. L’incontro, hanno poi precisato fonti interne, sarebbe stato deciso già ieri per via telefonica. Un colloquio informativo come quelli che avvengono di solito tra il Presidente della Repubblica e i leader dei partiti politici, lo descrivono fonti del Quirinale. Svoltosi, assicurano le stesse fonti, in un clima disteso e costruttivo.

A Mattarella Conte avrebbe snocciolato le sue idee, quasi come se il trono di Palazzo Chigi non lo avesse mai abbandonato. «Le esigenze del Paese, per come vengono riferite dai cittadini. Dagli imprenditori. Dai lavoratori e dalle associazioni professionali e di categoria. Una situazione di grande sofferenza, di grande difficoltà. Il Paese sta soffrendo. E noi che abbiamo una responsabilità politica dobbiamo subito costruire un sistema di interventi, da non rinviare» ha detto l’ex Conte all’uscita dal Quirinale dopo il confronto.

L’ex premier ha fatto sapere che «con Mattarella abbiamo ragionato molto di politica internazionale. Abbiamo condiviso le preoccupazioni rispetto a un conflitto che sta continuando. E su come l’Italia possa dare un contributo per una soluzione pacifica di questo conflitto». Una perifrasi diplomatica per la figuraccia in merito al cambio rotta sulle spese militari.

E pure dalla pezza: che in base alla richiesta di Giuseppe punterebbe a dilazionare l’impegno preso con la Nato da qui al 2030. Contrariamente a quanto affermato dal ministro della Difesa Guerini, secondo cui l’accordo va rispettato entro il 2028. Ma l’avvocato tira dritto: fino al Quirinale. E di polemiche e ragioni non vuole sentir parlare. «Il M5S è il partito di maggioranza relativo e pone questioni politiche – replica Conte a chi gliene chiede contezza –. Continueremo a dimostrare grande disponibilità e responsabilità, ma non verso il governo. Verso il Paese. Continuando a sostenerlo. Non rinunciamo ad affermare le nostre posizioni, le nostre preoccupazioni». E ancora. «Nessuno si permetta di parlare di bandierine. Nessuno si permetta di parlare di polemiche strumentali».

Il PD, nella figura di Enrico Letta, negli ultimi giorni sarebbe stato molto polemico nei confronti di Giuseppe Conte. «L’alleanza con il Pd va avanti da tempo», commenta non a caso Conte. «È chiaro, però – aggiunge a stretto giro – che pretendo rispetto e pari dignità. Non posso accettare accuse di irresponsabilità, non funziona così: non siamo la succursale di un’altra forza politica. Non siamo succedanei di qualcuno. Io pretendo rispetto e dignità». E insomma: «Noi rispettiamo gli altri e pretendiamo di essere rispettati. Si parte dal principio della pari dignità. Se si parte dal riconoscimento della rispettiva autonomia, noi possiamo sicuramente rendere molto proficuo il nostro dialogo».

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