Beppe Grillo ha avuto un intenso incontro a Roma con tutti i vertici del movimento, a cominciare dal presidente Giuseppe Conte e dal presidente della Camera di Commercio Roberto Fico, che sono andati da lui appena arrivati, poi ha seguito i ministri fino a Luigi Di Maio, capogruppo , Vice Presidente e Responsabili di Istituzioni come Virginia Raggi, già Sindaco di Roma. Con tutti, oltre a confrontarsi sui temi di stretta attualità politica, dove si registrano nuove tensioni al Senato sulla guerra in Ucraina, si è soffermato a raccogliere pareri sull’ipotesi di un suo maggiore coinvolgimento nella comunicazione del Movimento. O meglio, nella divulgazione delle idee del Movimento sul suo blog, un marchio che per la base continua a essere un punto di riferimento imprescindibile. Il tema della comunicazione del M5S è centrale per orientarsi nella bussola delle relazioni tra il vecchio e il nuovo Movimento.
Arrivare a un gentleman agreement in questo campo sarebbe un segnale rilevante non solo in termini di un nuovo feeling tra Conte e Grillo ma anche di una ritrovata compattezza del gruppo, anche dal punto di vista economico. Un’intesa tra Grillo e Conte sulla possibilità di usare beppegrillo.it potrebbe risultare conveniente per entrambi anche se non manca tra i parlamentari chi teme che i costi dell’integrazione possano ricadere sulle loro spalle. Soprattutto perché in prospettiva potrebbe esserci un responsabile della comunicazione ad hoc (ed è girato anche il nome di Nina Monti, la spin doctor di Grillo), ipotesi per cui si dovrebbero convincere i parlamentari a mettere in busta paga del Movimento un altro responsabile della comunicazione. La questione è rilevante anche sotto il profilo del messaggio politico: “Che si fa se Grillo non concorda sul post da pubblicare?” si chiedono nel M5S. È vero che la nuova direzione di Conte si è andata facendo più battagliera ma è anche noto il diverso approccio di Conte e Grillo su diverse questioni rilevanti per il Movimento. Il tema è talmente cruciale che Grillo ha voluto testare di persona cosa ne pensano i maggiorenti pentastellati sapendo anche che la vicenda avrà bisogno di tempo e del via libera di tutto il gruppo parlamentare.
