Italia piange ma PD vuole ius soli e ddl Zan, Meloni: “vivete su un altro pianeta”

Il Partito Democratico non si smentisce mai. Mentre l’Italia cerca di rialzarsi dai disastri che l’hanno affogata per lo scoppio della pandemia e della crisi economica, Enrico Letta afferma: “non mi arrendo finché non saranno approvati lo ius soli e lo ius culturae”.

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, si dice sconcertata sui social: “Aumento del costo delle bollette, rincaro prezzi, benzina alle stelle, imprese in ginocchio, emergenza immigrazione clandestina e scarso controllo del territorio… ma per il PD la priorità resta sempre e solo lo Ius Soli. Caro Enrico Letta, non è l’Italia a restare indietro, siete voi che vivete su un altro pianeta ancora non ben identificato”.

Continuano le battaglie ideologiche di una sinistra lontana dalle priorità dei cittadini. Anche sul Ddl Zan il PD non ha mollato la presa e continuerà a lottare finché non passerà in Parlamento.

Peraltro le sorprese (negative) per l’Italia non sono affatto finite. La guerra tra Russia e Ucraina avrà inevitabili conseguenze (già da oggi tangibili) per l’economia e la produttività del nostro Paese. Come possibile in un momento delicato come questo riproporre il disegno di legge Zan sulla omostransfobia? Una nota dei dem riporta: “Non ci arrendiamo. Dalle piazze al Parlamento”.

Nella nota si legge ancora: «A Scalo Lambrate nell’ex deposito ferroviario di via Andrea Pietro Saccardo 12, restituito al quartiere milanese nel 2021, ne discuteranno insieme ad Alessandro Zan, primo firmatario del disegno di legge, il segretario del Pd Enrico Letta, il sindaco di Milano Beppe Sala, la vicepresidente dell’Emilia Romagna e componente dell’osservatorio degli indipendenti delle Agorà Elly Schlein, la capogruppo Pd al Senato Simona Malpezzi, il capodelegazione Pd al Parlamento europeo Brando Benifei, la Segretaria Metropolitana Pd Milano Silvia Roggiani, la giornalista Selvaggia Lucarelli insieme ad associazioni Lgbt+, attivisti, esponenti del Pd, esperti».

«Sarà la prima di tre Agorà per rilanciare la battaglia per l’approvazione del ddl Zan. Prima a Lambrate, poi nei prossimi due sabati a Palermo e Padova. Non ci arrendiamo», ha spiegato Zan.

Proprio il leader piddino Enrico Letta è stato il primo ad annunciare che il PD avrebbe ripreso in mano la questione del ddl Zan in occasione di una conferenza stampa.  Dopo sei mesi dalla bocciatura della legge in questione ha detto di voler «riannodare quel filo che è stato spezzato sei mesi fa, consapevoli che quel testo è stato bocciato da questo Parlamento. Il nostro obiettivo non è una bandiera, ma arrivare a una legge, non una legge purchessia, ma una legge che sia in grado di raggiungere l’obiettivo di difendere dai crimini d’odio. Essere in Parlamento a discutere di questo vuol dire essere aperti a una discussione con le altre parti politiche che abbiano voglia di far sì che si arrivi a una conclusione positiva. Riteniamo che sia possibile e doveroso entro la fine di questa legislatura».

L’Italia piange, ma il PD non se n’è ancora accorto.

CC

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