Sono sei i casi accertati di peste suina a Roma. Un problema strettamente connesso alla presenza di cinghiali in città, attirati dall’immondizia per strada. Dopo la fallimentare amministrazione pentastellata a guida di Virginia Raggi, la situazione è rimasta ancora irrisolta con il piddino Roberto Gualtieri. Anzi, adesso siamo anche alle prese con una nuova epidemia nella Capitale. Ora necessaria una nuova ordinanza che fisserà confini e regole, in via di definizione.
L’ordinanza porterà la firma del Commissario all’emergenza, Angelo Ferrari, in base a quanto si apprende dall’annuncio del sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. Quest’ultimo aveva trattato il tema parlando a Qn.net proprio nei giorni scorsi: “Lavorerò perché si riapra un’attività venatoria specifica per l’abbattimento dei capi, non solo nelle zone rosse dove si è manifestata la Psa. Anzi, mi auguro che la fase d’emergenza ci consenta di affrontare e risolvere il problema della eccessiva presenza di cinghiali nel nostro Paese”. Poi in televisione ha sottolineato: “Dobbiamo mettere in atto iniziative per contenere la peste suina ed evitare che venga messo a rischio un comparto importante per il nostro Paese come quello suinicolo che fattura circa 7 miliardi di euro“.
“L’altro problema – ha aggiunto Costa – è quello della eccessiva presenza di cinghiali sul nostro territorio. Dobbiamo mettere in atto un piano che ne preveda la sensibile riduzione. Dobbiamo ristabilire un equilibrio che prevede che i cinghiali continuino a vivere e esistere ma nel loro habitat e non all’interno di vie e centri storici”.
“Accolgo con favore le dichiarazioni del sottosegretario Costa, avevamo chiesto tempestività nell’ordinanza e misure idonee a ridurre la pressione dei cinghiali. Dall’Istituto Zooprofilattico confermano che i casi positivi sono sei tutti riferiti alla stessa area”, il commento dell’assessore alla sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.
