In una intervista rilasciata al quotidiano Libero, il marchese Fulvio Abbate, giornalista e critico d’arte, si lascia andare ad una confessione che porta alla luce il suo passato da comunista, che adesso rinnega. «Il comunismo è tristissimo», ha dichiarato senza peli sulla lingua il palermitano, dicendo addirittura di vergognarsi per questa parentesi della sua vita. «Io mi vergogno di esser stato comunista. Fu un errore di valutazione, pensavamo di essere rivoluzionari, mentre il comunismo è organizzazione, dove prevale lo Stato e quindi il sistema».
Fulvio Abbate ha scritto con Vittorio Michele Craxi un libro dal titolo Gauche Caviar – Come salvare il socialismo con l’ironia, e nella stessa intervista ha spiegato: «La cuspide della Gauche caviar non è quello che, pensano i semplici, Michele Serra costretto dalla moglie a creare un profumo Eau de moi; io vado oltre, penso al profumo di Andy Warhol, a Pasolini che in Uccellacci e uccellini si chiede “Dove va l’umanità” e quella risposta, “Boh!” connota una grandissima eleganza intellettuale. D’altronde io sono quello che, con una mostra, nell’87, consacrò la pop art e il dadaismo di Bettino Craxi. Se poi lei mi parla di superiorità “morale” che la sinistra ritiene di avere: beh, quella riverbera nell’”amichettismo” di tipo veltroniano alla Concita De Gregorio, per esempio».
Ma cos’è l’”amichettismo”? Il giornalista chiarisce: «L’amichettismo è una forma di cooptazione, un obbligo a cui uno scrittore vero non può piegarsi. Certo, poi essendo io uomo di mondo, so che la pago. E rimango fuori dai loro giri, tanto non devo mica diventare direttore di Radio3. Epperò l’intellettuale non deve essere organico».
Al ché l’intervistatore spiega allo scrittore che il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, abbia di recente inserito nel pantheon dei grandi conservatori Pier Paolo Pasolini. Fulvio commenta: «L’attenzione della Meloni per lui non è incongrua, in quanto Pasolini era custode della tradizione. Per esempio, era antiabortista e accettava di confrontarsi anche con i giovani fascisti che gli mostravo i portachiavi del Msi. Nel senso del conservatorismo, Pasolini era un incendiario e ci sta che qualcuno lì ci veda la trasfigurazione della fiamma missina».
Poi conclude con una digressione sulla sua partecipazione al programma-reality Grande Fratello Vip, non propriamente legata a motivi economici. Fulvio precisa: «Ci sono andato soprattutto per curiosità intellettuale. E lì ho visto ogni genere di abisso. Io potrei parlare con cognizione di razze canine, della guerra civile spagnola, di patafisica, non sembrava difficile. Una volta ho spiegato, lì dentro, a un ragazzo, l’ergonomia. Si è messo a piangere. Mi sono lasciato ingannare da Eleonora Giorgi: ‘Vai che ti divertirai…’, e invece ho sofferto».
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