Tassa di successione per i plurimilionari: la proposta di Letta che desta polemiche

Si accendono gli animi nella campagna elettorale a causa della proposta di Enrico Letta che insiste sulla necessità che vengano destinate risorse a favore delle nuove generazioni, dichiarando “porteremo avanti, ovviamente sarà finanziata con una tassa di successione per i patrimoni plurimilionari. L’altra volta quando ne parlai tutti cominciarono a dire ‘ah, si toccano le successioni!’, ma è giusto che chi ha un patrimonio plurimilionario lasci qualcosa alla società e se quel qualcosa viene ridato ai giovani, che oggi sono attanagliati dalla precarietà, credo sia il senso di generazioni che si aiutano”

Il tema delle tasse torna in campagna elettorale determinando accesi contrasti tra le forze di sinistra e centrodestra.

È ormai noto che le tasse costituiscano un argomento spigoloso soprattutto in prossimità delle elezioni che avranno luogo nel cuore della più recente crisi economica.

Salvini commenta “Chi sceglie il Pd sceglie più tasse, chi sceglie la Lega sceglie la Flat Tax al 15% e la Pace Fiscale. Chi non sceglie, poi non si lamenti”.

Giorgia Meloni, leader di Fratelli D’Italia, risponde “Letta lo ammette: la patrimoniale è il pilastro del suo programma. Il 25 settembre gli italiani potranno scegliere: votare il Pd che vuole più tasse e colpire i patrimoni, oppure votare Fratelli d’Italia che non vuole più tasse e che si batterà per tutelare chi produce ricchezza e crea lavoro”

Non tarda ad arrivare la pungente risposta di Renzi “Purtroppo il Pd ha iniziato la campagna elettorale in modo incredibile. Letta ha posto il tema di mettere la tassa di successione e di candidare Di Maio in Emilia Romagna. Aumentare la tassa di successione è folle, paghiamo tante tasse, possiamo almeno morire gratis?”

Parla Licia Ronzulli di Forza Italia “Letta si conferma ossessionato dai sacrifici fatti negli anni dalle famiglie italiane. Come sempre l’unica ricetta del Pd, da buona tradizione della sinistra, è quella di tassare i risparmi di chi si è rimboccato le maniche alla ricerca della stabilità e per assicurare un futuro ai propri figli”

Si mostra scettico anche Giuseppe Conte, che afferma: “I giovani non vogliono una dote, vogliono la speranza per il proprio futuro, vogliono un’opportunità concreta di lavoro, non il lavoro precario di un giorno o una settimana”.

Neanche per Carlo Calenda sembra essere una buona idea. Commenta infatti “Ai diciottenni non serve una dote ma un’istruzione di qualità e meno tasse sul lavoro”

Il responsabile nazionale economia di Sinistra Italiana Giovanni Paglia si pronuncia invece a favore. Trova che sia infatti “una buona cosa, anche se mi convince molto di più la nostra proposta di patrimoniale progressiva. Non condivido invece il bonus di 10.000 euro ai giovani: se il problema sono precarietà e salari, interveniamo su quelli. Comunque finché si parla di tassare i milionari e ampliare i diritti è un bene”

Dalla parte del segretario dem Enzo Maraio, che rimprovera il centrodestra, capace solo di fare “tanta retorica con proposte inutili e non realizzabili sulle tasse e nessuna concretezza”, mentre “l’idea di Enrico Letta è seria e può far scattare finalmente nuove opportunità per i nostri ragazzi”, dice il segretario del Psi.

Letta non risponde alle polemiche, ma rivolgendosi a Giorgia Meloni tuona: “Dico solo che per fortuna non eravate al governo durante la pandemia. I giovani rischiavano poco ma contagiavano come gli altri. Si sono sacrificati per salvare la vita di tanti più fragili. La forza della società è la solidarietà non il salvarsi ognuno per conto proprio”, scrive sui social in risposta alla domanda pungente di Meloni: “Secondo Enrico Letta i giovani sono stati rinchiusi in casa durante la pandemia, nonostante rischiassero davvero poco. Ora te ne accorgi Letta?”.

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