Guida alle elezioni politiche 2022: data del voto, partiti e nomi dei candidati

È ormai noto che la crisi di governo e le conseguenti dimissioni del presidente del Consiglio Mario Draghi abbiano determinato l’apertura anticipata dei seggi.

La data delle elezioni è stata ufficializzata al 25 settembre 2022.

Per questo motivo i partiti dovranno presentare i simboli elettorali entro il 14 agosto. Ci sarà tempo fino al 22 agosto invece per le liste dei candidati.

La legge elettorale in vigore in Italia è la Legge Rosato, altresì nota come Rosatellum che disciplina l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

Prevede il 61% dei parlamentari eletti con il sistema proporzionale e il 37% con quello maggioritario attraverso dei collegi uninominali. Il restante 2% è riservato al voto delle circoscrizioni Estero.

Nella parte maggioritaria l’Italia viene suddivisa in diversi collegi uninominali sia per la Camera sia per il Senato: il candidato in corsa che risulterà essere il più votato, verrà automaticamente eletto in Parlamento.

Nella parte proporzionale, ogni listino può essere formato da un minimo di due fino a un massimo di quattro nomi, dove vige la quota di genere con nessun sesso che può superare il 60% dei candidati presentati. Non sono previste le preferenze con il listino che è “bloccato”: per eleggere gli eventuali onorevoli si procederà in ordine di lista.

La soglia di sbarramento è del 3% per quanto riguarda le singole liste e del 10% per le coalizioni, che di fatto sono state rintrodotte senza la presenza del voto disgiunto: la preferenza espressa a un partito varrà per il proporzionale e andrà direttamente al candidato nel collegio, mentre i voti dati solo al candidato saranno ripartiti in maniera proporzionale tra i vari partiti che lo appoggiano.

È pronta la coalizione di centrodestra che sarà composta da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi con l’Italia.

Quattro liste invece per il centrosinistra. Parliamo di: Democratici e Progressisti (Pd insieme ad Articolo 1 e Socialisti), Azione-Più Europa, Alleanza Verdi Sinistra (Verdi e Sinistra Italiana) e Impegno Civico (Di Maio).

Il Movimento 5 Stelle e Italia Viva invece correranno per proprio conto alle urne con entrambi i partiti che alla fine sono rimasti fuori dalla composizione della coalizione di centrosinistra.

Italexit scende in campo insieme gali ex 5 Stelle di Alternativa, mentre il Popolo della Famiglia si allea leader di CasaPound, Simone Di Stefano: la lista si chiamerà Alternativa per l’Italia.

A sinistra Potere al Popolo e Rifondazione hanno creato Unione Popolare, mentre il Partito Comunista di Marco Rizzo si è alleato con Ancora Italia e Riconquistare l’Italia sotto la sigla Uniti per la Costituzione.

Il Rosatellum non prevede una nomina diretta del presidente del Consiglio. Alcuni partiti e coalizioni però scelgono prima delle elezioni quelli che sono i loro aspiranti candidati.

Il candidato presidente del Consiglio del centrodestra sarà il leader del partito della coalizione che prenderà più voti alle elezioni. Abbiamo dunque ritorno in campo di Silvio Berlusconi, che si dovrebbe candidare al Senato, ma per la leadership la sfida sarà tutta tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Nell’accordo tra Pd e Azione non è stato scelto il nome del candidato per Palazzo Chigi. Anche se è ormai noto che Carlo Calenda speri nel governo bis di Mario Draghi.

Gianluigi Paragone sarà il candidato presidente del Consiglio di Italexit, così come Marco Rizzo dovrebbe guidare la lista Uniti per la Costituzione.

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