Il centrodestra, guidato da Fratelli d’Italia, che vince le elezioni in Italia e fa da apripista a un’esperienza simile anche in Spagna. È l’auspicio di Giorgia Meloni che, in un’intervista all’Efe, spiega i rapporti con Vox: “Ho avuto una lunga telefonata con Santiago Abascal, come spesso accade. Siamo uniti dal rispetto reciproco, dall’amicizia e dalla lealtà. Ci diverte il fatto che in Italia la sinistra usi Vox per attaccare FdI e viceversa in Spagna”. Le sue parole arroventano il clima nell’ultimo scorcio di campagna elettorale: “Vox è veramente un partito neofascista” punta il dito Carlo Calenda. “Io non ho mai evocato l’allarme democratico ma se la Meloni si mette a dire che vuole Vox al governo, che domani la Le Pen, Orban, magari l’AFD, attenzione perché lì c’è gente che è fascista dichiarata”. Per Meloni “la concretezza e il pragmatismo dei conservatori sono molto più efficaci delle ricette ideologiche della sinistra” e sono in grado di garantire al Paese “un forte cambiamento” affrontando “la priorità assoluta” di “sostenere le famiglie e le aziende in questa terribile fase di aumento dei prezzi e dell’energia”. La vittoria del centrodestra un pericolo per la democrazia? “In Italia nessuno lo crede, nemmeno la sinistra stessa, che usa quest’argomento come arma della disperazione”.
Dal Pd piovono accuse. “Spero che Vox non abbia successo in Spagna, sarebbe un pessimo segnale per l’Europa”, ma “non mi sorprendono le parole della Meloni, conosco il suo rapporto con Vox”, taglia corto il segretario Enrico Letta. Dall’Eurocamera interviene la presidente del gruppo S&d, la spagnola Iratxe Garcia Perez: “Purtroppo Vox è già presente nelle istituzioni in Spagna, ad esempio nel governo della mia regione, Castilla Leon. Il populismo è molto efficace nella sua critica distruttiva, ma quando si arriva al dunque non apporta nulla”. La leader di FdI dalla sua pagina Facebook annuncia: “Sui social network devono valere le stesse regole che esistono sugli altri mezzi di informazione. La libertà di parola e la trasparenza nella gestione dei nostri dati non possono essere messi in discussione: lo abbiamo proposto dall’opposizione e lo faremo” al governo. Meloni definisce “assurdo che si debba sottostare ai diktat dei padroni delle piattaforme che si arrogano il diritto di dire cosa è giusto e cosa non lo è, cosa si può dire e cosa non si può dire. La libertà di parola non è una concessione di qualche gigante del web”. Poi, in serata, dalla convention elettorale di FdI a Palermo tesse gli elogi di Renato Schifani: “Una persona di grande esperienza e capacità”. Dal palco del capoluogo siciliano Meloni risponde con ironia ad alcuni contestatori: “Lasciateli fare, tanto io urlo di più, sono cintura nera di urla”.
