All’incontro con gli amministratori locali della Lega della Lombardia Matteo Salvini ha esordito con un richiamo al passato e con un monito agli alleati di Fratelli d’Italia sul presidenzialismo e l’autonomia. Il richiamo al passato è stato il saluto rivolto a Umberto Bossi “C’è uno che ha rischiato la galera per portarci fino a qua, ha compiuto gli anni ieri e si chiama Umberto Bossi: noi non saremmo qua se Umberto non fosse partito una vita fa”. E poi la puntualizzazione sul presidenzialismo: “Noi siamo d’accordo con gli amici di Fratelli d’Italia sulla riforma del presidenzialismo ma richiede qualche anno: l’autonomia è prevista dalla Costituzione ed è già stata votata da milioni d’italiani e può essere portata nel primo Cdm: partiamo da quello che abbiamo a portata di mano. Chi ha paura dell’autonomia? I politici incapaci, che non fanno una mazza da 50 anni ed è sempre colpa degli altri”, ha proseguito spiegando che “abbiamo provato a farla con il M5S prima che decidessero di bloccarla”.
Dopo il presidenzialismo Salvini ha riportato la necessità di un’altra riforma delle istituzioni come il ripristino delle Provincecancellate dalla Legge Del Rio. “Renzi ha cancellato per finta le Province, dicendo che avremmo risparmiato: non abbiamo risparmiato e abbiamo tolto servizi. Vanno reintrodotte le Province con assunzioni e l’elezione diretta”. “Una cosa che farebbe rabbrividire i cinque stelle, per i quali qui siamo tutti presunti colpevoli fino a prova contraria” è “alzare la soglia degli appalti in affidamento diretto perché altrimenti l’appalto a chilometro zero diventa una chimera e con il massimo ribasso e il subappalto del subappalto ti trovi le buche in mezzo alla strada e poi i cittadini non se la vanno a prendere con il Codice degli appalti, vanno in Comune e bussano al Sindaco”. Una figura per la quale il leader leghista ha lanciato una proposta: “Rivedere i rischi civili e penali che corrono o i Sindaci e gli amministratori comunali con quel reato che si chiama abuso d’ufficio che è tutto e niente e il danno erariale che è tutto e niente; devono essere rivisti altrimenti qui non si firma più un atto pubblico”. La presenza sul palco del Ministro allo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, dolorante per un mal di schiena, ha dato la possibilità a Salvini di ribadire che “a Pontida abbiamo dimostrato che c’è una Lega sola, più forte che mai. Aspettate i prossimi 30 anni”.
