Pnrr: in arrivo 21 miliardi ma l’Ue chiede il pieno rispetto degli impegni

La Commissione Ue ha annunciato il sì ufficiale alla richiesta di Roma per la seconda tranche da 21 miliardi dei fondi del Next Generation, confermando quanto era stato di fatto già anticipato venerdì scorso. È un sì convinto, quello di Bruxelles, che conferma la piena collaborazione con il governo guidato da Mario Draghi e, allo stesso tempo, getta una luce sui prossimi mesi, che saranno cruciali per avanzare la richiesta della terza tranche. La sfida è in salita anche perché il nuovo Governo non dovrebbe entrare in carica prima di novembre e, proprio per questo, Palazzo Chigi ha sottolineato che è già al lavoro sui 55 traguardi e obiettivi da conseguire entro fine anno. Il Pnrr resta infatti uno degli architravi dell’impegno europeo di ciascuno Stato membro, a prescindere dal colore del Governo, e Bruxelles non ha mancato di sottolinearlo: “L’Italia sta dimostrando un continuo e importante impulso alle riforme in settori chiave, come il pubblico impiego e gli appalti pubblici. Congratulazioni, Italia, e continua a lavorare bene! La Commissione è al vostro fianco”, sono state le parole di Ursula von der Leyen.

“È fondamentale per il prossimo Governo onorare gli impegni rimanenti del Pnrr per realizzare il cambiamento strutturale necessario per indirizzare l’economia italiana su un percorso di crescita forte e duratura”, ha chiarito il concetto il Commissario agli Affari Economici Paolo Gentiloni. Riforme e tempi da rispettare, insomma: tra le misure già realizzate ci sono la riforma delle Commissioni tributarie, quella degli Istituti tecnici e professionali, mentre si sta completando quella volta a garantire la piena capacità gestionale per i servizi idrici integrati, ha ricordato Palazzo Chigi spiegando che, inoltre, sono stati approvati i piani d’investimento per la rigenerazione urbana nelle città metropolitane, gli interventi per la bonifica dei siti orfani, l’istituzione del fondo per l’housing universitario, l’istituzione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e nuove risorse per la transizione digitale dei Comuni, tutti passi per ottenere i 19 miliardi previsti dalla terza tranche.

Fratelli d’Italia ha già assicurato di avere piena consapevolezza della difficile sfida ma, allo stesso tempo, non esclude la richiesta di modificare il Piano. “Guardare alle nuove criticità emerse, le politiche agroalimentari ed energetiche, vuol dire valutare insieme alla Commissione Ue quali possono essere le modifiche per spendere bene le risorse”, ha sottolineato Francesco Lollobrigida. Non sarà facile convincere Bruxelles: l’articolo 21 del regolamento sul Recovery Fund consente dei cambi in corso sulla base di un mutamento oggettivo delle circostanze di partenza ma non certo uno stravolgimento del Pnrr. Diverso è il discorso del RePowerEu, sul quale l’Ue chiede ratifiche nazionali rapide e che di fatto è un capitolo aggiuntivo al Next Generation. Ma con un difetto per l’Italia: il piano prevede il mero esborso di prestiti. Una richiesta di modifica del Pnrr per il nuovo Governo significherebbe anche riaprire il negoziato con l’Ue, con esiti tutt’altro che certi. Bruxelles continua a guardare con cautela all’arrivo di un esecutivo a guida FdI e comincia a fare delle raccomandazioni in attesa delle rassicurazioni che son certi il nuovo Governo darà.

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