Sull’agenda, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia nonché premier in pectore, ha cerchiato in rosso la data del prossimo mercoledì, vigilia della prima riunione delle due Camere. Entro quel giorno, infatti, vorrebbe avere pronte le liste dei nomi per i ministeri con portafoglio, i presidenti di Camera e Senato, i tre sottosegretari alla presidenza del Consiglio. Il vertice di sabato ad Arcore tra Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini ha diradato, sebbene di poco, le nubi che si erano create intorno alla formazione del nuovo esecutivo. Si attende il rientro in Italia di Mario Draghi da Bruxelles soltanto il 21 ottobre, dopo il Consiglio europeo che dovrebbe mettere a punto il regolamento energetico. Tra le questioni ancora aperte la prima che balza all’occhio è quella dei vicepremier. E poi c’è il Mef, il ministero dell’Economia. La premier in pectore attende la disponibilità di alcune figure tecniche di primo piano. Ieri, oltre a quello dell’ex direttore di Bankitalia Fabio Panetta, ha cominciato a circolare il nome del presidente della divisione Imi di Banca Intesa Gaetano Miccichè. Se dovesse prevalere la scelta politica, in FdI nessuno esclude che a Salvini possa essere proposto il nome di Giancarlo Giorgetti, oggi allo Sviluppo economico. Sarebbe il ministero di primo piano richiesto e sarebbe difficile per Salvini rifiutare. Il nome del ministro allo Sviluppo ricorre anche per la presidenza della Camera. Diventerebbe di attualità qualora Salvini rinunciasse, cosa che fin qui non ha per niente fatto, alla presidenza del Senato per Roberto Calderoli. Ma sulla seconda carica dello Stato, il nome oggi più forte è quello di Ignazio la Russa, che oltre al curriculum – è stato vicepresidente della Camera ed oggi lo è del Senato – appartiene al partito di maggioranza. Se alla Lega spettasse la presidenza della Camera, i concorrenti sono due: Giorgetti, ma anche il capogruppo Riccardo Molinari. Da mettere a punto anche la questione Viminale. Salvini ripete il mantra degli ultimi giorni: “La Lega ha una squadra assolutamente all’altezza, non ha pretese nè punta i piedi”. Il nome piú citato è quello del prefetto di Roma Matteo Piantedosi, giá capo di gabinetto al Viminale con Salvini. “C’è poi il tema dei posti riservate alle donne nel prossimo governo. Tra i nomi che molto circolano, inFdI ci sono quelli di Daniela Santanchè e Isabella Rauti. Mentre nella Lega sono in pole position per incarichi di governo Giulia Bongiorno, Vannia Gava, Erika Stefani, Lucia Borgonzoni e Alessandra Locatelli. Tra le caselle da definire, la Giustizia. Per cui si parla della leghista Giulia Bongiorno, anche se il primo nome continua a essere quello dell’ex procuratore Carlo Nordio. Mentre assai meno problematici appaiono gli Esteri, che dovrebbero andare all’azzurro Antonio Tajani. C’è chi osserva che in via Veneto, un intero piano del ministero allo Sviluppo economico sia vuoto. Era quello un tempo occupato dall’Energia, oggi accorpata alla Transizione ecologica. In tanti sono pronti a scommettere su un riaccorpamento. Il nome potrebbe essere quello di Guido Crosetto. Per superare gli ostacoli i tre leader di partito potrebbero tornare a vedersi a breve, probabilmente mercoledì, il giorno prima della seduta inaugurale del Parlamento. Come noto, infatti, giovedì e venerdì si riuniranno le Aule di Camera e Senato proprio per eleggere i rispettivi presidenti.
