Eletti i presidenti di Camera e Senato, oggi i gruppi parlamentari eleggeranno i capigruppo e domani ci saranno le votazioni di vicepresidenti, questori e segretari d’aula, ed è su questi che c’è scontro tra i partiti d’opposizione. Matteo Renzi e Carlo Calenda vanno all’attacco: “Se Pd e M5S ci tenessero fuori sarebbe un atto di gravità inaudita, atto che dovremmo immediatamente porre all’attenzione del Presidente della Repubblica”, avverte in mattinata il leader di Iv nella sua enews. Poco dopo arriva il tweet sibillino dell’alleato: “Se Pd e M5S, come sembra, faranno l’accordo per spartirsi tutte le vicepresidenze di Camera e Senato destinate all’opposizione, noi non parteciperemo al voto. Se questo accordo si materializzerà, la scelta del Pd in termini di alleanze sarà evidente”, scrive. Francesco Boccia rimanda al mittente le accuse: “Scorretto” tirare in ballo Sergio Mattarella, quella di Renzi è “una falsificazione della realtà, i regolamenti garantiscono le rappresentanze di ogni partito”. Anche dal Nazareno la replica è netta: “Nessuna pregiudiziale, nessuna conventio ad excludendum. Contano solo le regole. In tutti i Parlamenti, a partire da quello UE, vige un criterio basilare: la rappresentanza è direttamente proporzionale al peso politico, anche per ciò che riguarda le opposizioni”, assicurano i dem. Il tema comunque è delicato e come al solito al centro c’è il Pd e la sua non decisione sulle alleanze (Terzo Polo vs M5S).
I giochi sembrano fatti, invece, in casa M5S. Mariolina Castellone sarebbe la candidata alla vicepresidenza del Senato e Barbara Floridia nuova capogruppo a palazzo Madama; alla Camera si andrebbe invece verso la conferma dell’uscente Francesco Silvestri. Qualora anche a Montecitorio si trovasse l’accordo per un ruolo di vicepresidente da assegnare al Movimento (sempre che nel confronto tra i partiti non torni in gioco l’ipotesi di cedere uno ‘slot’ al terzo polo), potrebbe andare all’ex ministro Sergio Costa, spiegano dal Movimento, non escludendo altre candidature come quella di Chiara Appendino o Alessandra Todde. Se il quadro fosse questo, viene spiegato, per l’ex ministro Stefano Patuanelli potrebbe aprirsi la strada della presidenza di una delle Commissioni parlamentari spettanti all’opposizione e l’ambizione dei cinque stelle sarebbe quella di ottenere la Vigilanza Rai.
