La legge di Bilancio è in arrivo alla Camera: incognite tempi e coperture

In queste ore la legge di bilancio arriverà alla Camera per una, annunciata, corsa contro il tempo con margini di modifica davvero ristretti e qualche incognita anche sul fronte delle coperture. L’ultima bozza circolata non definisce, infatti, ancora alcune delle fonti di finanziamento cui il Governo attingerà. Ci saranno sicuramente risparmi di spesa, come quelli sul reddito di cittadinanza, ma la norma sugli extraprofitti, che dovrebbero salire al 35% cambiando la base imponibile dal fatturato agli utili, rimane ancora vuota; figurano poi diverse micro-coperture (dalle sigarette ai giochi, al balzello sulle assicurazioni). Si aggirerebbe tra i 300 e i 500 milioni invece il tesoretto per le modifiche parlamentari che viene generalmente previsto in manovra. Non è una grossa cifra ma è chiaro che i partiti non rinunceranno, comunque, a provare a presentare le proprie proposte. È già stata convocata per domani pomeriggio una riunione dei capigruppo di maggioranza della commissione Bilancio per fare il punto anche sugli eventuali emendamenti, con l’idea di provare a contingentarne in qualche maniera il numero anche in considerazione del taglio dei parlamentari. Ma le incognite sono tante e i tempi davvero risicati.

Forza Italia ha già fatto capire di ritenere la manovra migliorabile e, dunque, non mancheranno emendamenti mirati, a partire da pensioni minimedefiscalizzazione e flat tax. La Lega, che ha più di una bandierina da rivendicare in manovra (l’ultima in ordine di tempo l’esenzione Imu per i proprietari di immobili occupati), ha fatto intendere di ritenersi al momento soddisfatta della legge di bilancio e che ci sarà comunque spazio più avanti per poter ragionare su interventi più ampi. Il ragionamento è anche quello fatto dal ministro Giancarlo Giorgetti, una manovra “prudente” per consentire anche maggiore forza sul fronte della partita del patto di stabilità in Europa.

Intanto le opposizioni si muovono a ranghi sparsi. In settimana è atteso l’incontro tra la premier Giorgia Meloni e Carlo Calenda che le presenterà le proposte del Terzo Polo. Il Pd scenderà in piazza il 17 dicembre. Come annunciato il M5S non sarà in piazza con i Dem ma, come ha spiegato Giuseppe Conte, sarà in una sorta di “mobilitazione permanente” per raccontare in varie piazze e città italiane molte storie sul reddito di cittadinanza, una misura sulla quale Conte si dice pronto a discutere di eventuali “miglioramenti” ma, va giù duro: cancellarlo “sarebbe un proposito miserevole ed esecrabile, follia pura”. Marciano divisi anche i sindacati con la Cgil che ha fatto sapere di non escludere uno sciopero mentre il leader della Cisl Luigi Sbarra ha frenato: “Per noi la via del dialogo è necessaria. Parlare di mobilitazione è prematuro”.

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