Bonaccini e Schlein sono pronti per le primarie del Pd

Stefano Bonaccini parla già da segretario del Pd, nel suo tour per i Comuni italiani che, dopo la Puglia, ha toccato Molise e Abruzzo: invita la premier Giorgia Meloni a un incontro su Pnrr e bollette, frena un po’ sulla questione dell’autonomia differenziata che al sud è parecchio indigesta anche fra militanti e amministratori del Pd e tende una mano a Elly Schlein pensando già al post congresso, quando ci sarà da ricostruire il partito. Schlein punta però a una nuova svolta della sinistra italiana, politicamente e simbolicamente. Sarà un’iscritta al Pd solo tra qualche ora e non in un circolo qualsiasi: prenderà infatti la tessera alla Bolognina, luogo dove Achille Occhetto annunciò che il partito comunista avrebbe cambiato nome. Una scelta non casuale, il luogo dove Schlein ha cominciato a fare politica, ma anche un chiaro richiamo a una nuova svolta del Pd. A meno di sorprese, le primarie del 19 febbraio saranno un derby emiliano che vedrà sfidarsi il presidente della Regione E-R e quella che era la sua vice. In attesa che la fase congressuale si avvii e arrivi a compimento la fase costituente promossa dal segretario Enrico Letta con la riscrittura del manifesto dei valori, queste settimane saranno utili per i candidati per presentare le loro proposte e raccogliere sostenitori fra dirigenti e militanti del Pd.

Mentre si delineano gli equilibri congressuali, Bonaccini attacca il Governo: “Invece che cambiare il Pnrr, da settimane chiedo che il Governo chiami Enti locali, sindaci, presidenti di regione, parti sociali; ci mettiamo a sedere e discutiamo su come modificare i prezziari, perché abbiamo cantieri aperti che si fermano. Rischiamo che le prossime gare per gli investimenti miliardari sul Pnrr non vengano nemmeno validate perché le imprese rischiano di non presentarsi. Meloni ci chiami”. Il tour fra Puglia e Abruzzo è stata l’occasione ridefinire la sua posizione sull’autonomia differenziata: Bonaccini ha ribadito la richiesta di introduzione dei livelli essenziali delle prestazioni e il coinvolgimento del Parlamento per una legge quadro uguale per tutti: “Può essere un’opportunità ma se non si tolgono alcune materie divisive come la scuola e la sanità che sono patrimonio nazionale non si va da nessuna parte”. A offuscare la corsa rimane però l’ombra dello scandalo delle tangenti in Qatar; entrambi lo hanno condannato: “Un fatto gravissimo su cui bisogna fare piena luce”, ha detto Schlein, “Dobbiamo essere garantisti, ma se confermato sarebbe uno scandalo clamoroso”, ha commentato Bonaccini.

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