Il MEF al lavoro sulle pensioni minime a 600 euro

Aumento delle pensioni minime fino a seicento euro, decontribuzione delle assunzioni a beneficio degli under 35, proroga del credito d’imposta per le Zes (zone economiche speciali), in modo da favorire gli investimenti e lo sviluppo economico, e bonus Mezzogiorno per creare posti di lavoro nelle zone del Sud Italia. Sono alcuni dei capitoli su cui è in arrivo un maximendamento del governo che riformulerà alcune delle proposte emendative al disegno di legge di bilancio presentate dai gruppi di maggioranza. Il Mef è al lavoro nella scrittura di un testo da portare in commissione bilancio della Camera per il voto tra domenica e lunedì. Poi tra il 20 e il 21 dicembre la Manovra dovrà approdare in aula a Montecitorio per tagliare il traguardo del primo sì entro il 23 dicembre e avviarsi al voto finale del Senato tra Natale e Capodanno. Tempi stretti, dunque, dettati dall’eccezionalità di una Manovra presentata a fine novembre e in larga parte monopolizzata dal caro energia e dal caro materiali, capitoli che da soli cubano oltre 20 miliardi dei 35 totali, lasciando poco spazio alle modifiche parlamentari e ministeriali. In totale il budget a disposizione del parlamento è di 400 milioni a cui se ne aggiungono ulteriori 300 a disposizione dei ministeri. Una coperta “molto corta” per le richieste contenute nei 450 emendamenti “segnalati” (250 provenienti dalle opposizioni e 200 dalla maggioranza) su cui si concentrerà il voto in commissione, ma che non impedirà alcune modifiche ritenute essenziali.

“Abbiamo voluto dare un segnale di attenzione verso l’opposizione consentendo un numero di emendamenti segnalati superiori a quelli della maggioranza (250 contro 200). Sono convinto che tutti i componenti della commissione bilancio si renderanno conto che mandare il nostro Paese in esercizio provvisorio sarebbe un danno enorme”, spiega a ItaliaOggi il relatore della legge di bilancio, Roberto Pella. “Ognuno di noi avrebbe voluto abbattere maggiormente il cuneo fiscale per i lavoratori o estendere tale riduzione anche alle imprese, o ancora riconoscere ulteriori risorse a regioni e enti locali o aumentare magari a 700 euro le pensioni minime, ma purtroppo dobbiamo avere a che fare con i numeri”. Pella ha confermato che l’obiettivo del governo in materia previdenziale resta quello di incrementare le pensioni minime a mille euro entro la fine della legislatura per aiutare le fasce più deboli e gli anziani in difficoltà a causa dell’inflazione. “Dipendenti e pensionati possono trovare in Manovra molte misure vantaggiose. Chi oggi ci accusa di voler avvantaggiare, con la flat tax, gli autonomi a discapito dei dipendenti deve considerare che oggi gli autonomi non hanno le stesse garanzie dei dipendenti a livello sanitario e previdenziale”.

Sull’autonomia differenziata il relatore della Manovra ha annunciato che il governo non farà un passo indietro rispetto a quanto previsto dall’art.143 del ddl di bilancio che per accelerare il percorso di attuazione dell’articolo 116 Cost. istituisce presso la presidenza del consiglio dei ministri una cabina di regia per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni con il compito di arrivare entro un anno alla determinazione dei Lep, prevedendo la nomina di un commissario qualora la cabina di regia non riesca a portare a termine il compito. A chi dall’opposizione ha chiesto la cancellazione della norma, Pella ha replicato che “il testo sarà mantenuto”, precisando però che l’obiettivo del governo, sarà quello di “portare avanti un percorso condiviso con le regioni” come indicato dal ministro per gli affari regionali Roberto Calderoli. Infine il capitolo Pnrr. Tra gli emendamenti segnalati sono numerose le proposte di modifica volte a semplificare l’attuazione dei progetti, tra cui quella che fa slittare al 30 giugno 2023 i termini di aggiudicazione per gli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici in scadenza il 31 dicembre 2022 o quella del Terzo polo che per consentire una rapida conclusione dei procedimenti amministrativi e delle procedure di gara, limitatamente agli anni dal 2023 al 2026, consente alle p.a. la possibilità di conferire l’incarico di responsabile del procedimento a soggetti esterni all’amministrazione. Pella ha annunciato che “insieme alle opposizioni saranno individuati emendamenti condivisi che ci consentano di soddisfare le esigenze dei territori”.

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