Iran: il regime crudele e spietato degli Ayatollah disposti a tutto pur di restare al potere

La dittatura degli ayatollah in Iran è un regime teocratico che ha avuto inizio durante la rivoluzione
iraniana del 1979. Il potere è detenuto dal clero religioso sciita, guidato dal Guida Suprema,
attualmente l’ayatollah Ali Khamenei.
La rivoluzione iraniana è stata guidata da una coalizione di forze politiche e sociali, tra cui il clero
religioso, i movimenti di sinistra e le organizzazioni di opposizione al Shah. L’ayatollah Ruhollah
Khomeini ha svolto un ruolo chiave nella rivoluzione ed è stato sostenuto da alcuni movimenti di
sinistra e da gruppi di opposizione alla monarchia del Shah, così come dalla Francia durante i primi
anni del suo potere.
Sin dall’inizio, il regime iraniano è stato accusato di repressione delle opposizioni politiche e di
violazioni dei diritti umani. Le minoranze etniche e religiose, come i curdi, gli arabi e gli azeri, hanno
spesso denunciato discriminazioni e persecuzioni. Inoltre, il regime ha limitato le libertà individuali,
come la libertà di stampa, di espressione e di riunione, e ha represso le manifestazioni di protesta.
Il regime è stato anche accusato di abusi dei diritti umani nei confronti dei detenuti condannati a
morte eseguendo la pena capitale con il sistema dell’impiccagione lenta come metodo di
esecuzione. Questa pratica è considerata particolarmente crudele e terribile, poiché le vittime
soffrono per diversi minuti prima di morire.
Inoltre, il regime ha condannato a morte numerose persone, anche per reati minori, e ha eseguito
queste condanne pubblicamente, creando un clima di terrore.
Poche ore fa mentre scrivo, è giunta la notizia di un giovane manifestante disabile di 22 anni, che è
stato condannato a morte, e questo è una dimostrazione ulteriore di quanto disumano e spietato
sia la dittatura teocratica, ben lontana dalla misericordia di Dio del quale gli Ayatollah hanno la
presunzione di proclamarsi di lui rappresentanti.
Fra le altre cose il regime è stato anche accusato di avere un ruolo nell’attacco alle torri gemelle di
New York nel 2001 e di avere sviluppato un programma nucleare segreto, violando gli accordi
internazionali. Queste accuse hanno portato all’imposizione di sanzioni economiche e politiche da
parte di molti paesi occidentali.
In conclusione, la dittatura degli ayatollah in Iran è un regime che ha perpetrato repressioni e
violazioni dei diritti umani sin dall’inizio del suo potere. Ha anche sostenuto gruppi terroristi e ha
avuto una presenza destabilizzante in diverse regioni del Medio Oriente.
L’ONU ha adottato diverse risoluzioni relative all’Iran nel corso degli anni.
Alcune di queste risoluzioni hanno espresso preoccupazione per le violazioni dei diritti umani in Iran,
mentre altre hanno espresso preoccupazione per il programma nucleare iraniano e hanno imposto
sanzioni economiche al paese.

Nel 2010, ad esempio, l’Assemblea Generale dell’ONU ha adottato una risoluzione che esprimeva
preoccupazione per le “gravi violazioni dei diritti umani in Iran, in particolare la violazione del diritto
alla vita, per la pratica della tortura e altre forme di trattamento o punizione crudele, inumano o
degradante, la detenzione arbitraria e il mancato rispetto della libertà di espressione, di riunione e
di associazione”.
Nel 2012, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha adottato una risoluzione che imponeva sanzioni
economiche all’Iran in seguito alla continuazione del programma nucleare iraniano. La risoluzione
ha anche imposto il divieto di vendere armi all’Iran e ha istituito un regime di controlli più stretti sui
trasferimenti di denaro verso e dall’Iran.
Queste sono solo alcune delle risoluzioni adottate dall’ONU relative all’Iran. Ce ne sono state molte
altre nel corso degli anni, che hanno affrontato una varietà di questioni politiche, economiche e dei
diritti umani.
Attualmente, il regime iraniano sta reprimendo le legittime proteste dei giovani che lottano per i
loro diritti, la libertà e il loro futuro, arrivando persino a condannare a morte un giovane disabile di
22 anni.
Queste azioni sono inaccettabili e vanno condannate con fermezza.
Il governo Meloni e le altre nazioni occidentali devono fare pressione affinché il regime iraniano
cancelli le condanne a morte, liberi i manifestanti arrestati e rispetti i diritti umani e le libertà
individuali.
Se il regime iraniano si rifiuta di fare questo, il governo Meloni dovrebbe seriamente considerare
l’immediata chiusura dei rapporti diplomatici e commerciali con l’Iran e farsi portavoce di una severa
risoluzione presso l’ONU.
È nostro dovere difendere i diritti e la dignità di tutti gli individui, soprattutto quelli più vulnerabili,
e siamo pienamente al fianco dei ragazzi che stanno lottando per la loro libertà e diritto di vivere,
contro una cultura barbara e medievale, che non esita a uccidere giovani innocenti.
Andrea Franchi

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print