Diventano procedibili d’ufficio tutti i reati con l’aggravante mafiosa

Giovedì alla Camera il guardasigilli Carlo Nordio ha annunciato l’intervento sulle criticità della procedibilità a querela introdotta dalla riforma Cartabia per quanto concerne i reati contro la persona e il patrimonio. Il disegno di legge è stato approvato il 19 gennaio 2023 “con procedura d’urgenza” dal Consiglio dei ministri.

Esso prevede che tutti i reati per cui viene contestata l’aggravante mafiosa, o legata al terrorismo o all’eversione, diventano procedibili d’ufficio. Lo stesso vale per il reato di lesione personale, nel caso in cui esso venga commesso da una persona sottoposta a una misura di prevenzione fino ai tre anni successivi alla scadenza del provvedimento.

L’arresto in flagranza previsto come obbligatorio sarà possibile anche in assenza di querela nel momento in cui la persona offesa non è presente o immediatamente rintracciabile: in questa fattispecie la polizia giudiziaria dovrà prontamente adoperarsi con ogni mezzo utile per la ricerca della vittima. Nel caso in cui la querela non sia stata presentata nel termine di quarantotto ore dall’arresto, o la persona offesa decide di rinunciarvi, l’interessato è rimesso subito in libertà.

Il disegno di legge interviene non solo sulla riforma Cartabia ma su tutte le norme precedenti che col passare del tempo hanno reso perseguibili determinati reati solo dopo l’esposto della vittima, nonostante giocasse in campo l’aggravante mafiosa e terroristica: si tratta di una sessantina reati. E’ una svolta: il sistema giudiziario ammette che non sempre la vittima è in grado di denunciare, come in contesti in cui si annida la criminalità organizzata. Questo già avviene per l’aggravante della finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, che rende procedibili d’ufficio anche i reati perseguibili a querela.

 

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