Il centrodestra vince la sfida dell’elezione del vicepresidente del Csm ma per Giorgia Meloni è una vittoria a metà perché alla fine non la spunta nessuno tra i quattro laici di FdI, ma il candidato indicato dalla Lega di Matteo Salvini, Fabio Pinelli. È l’avvocato di diversi dirigenti del Carroccio ma non viene dalla politica e nella prima dichiarazione che fa alla stampa rivendica la sua indipendenza e assicura che svolgerà il “gravosissimo” ruolo che ora ha “l’onore” di ricoprire “tenendo alti i valori della Costituzione”. L’esito non era affatto scontato e finisce per spaccare il Csm. Pinelli passa solo al terzo scrutinio nella seduta straordinaria presieduta dal capo dello Stato Sergio Mattarella e taglia il traguardo con 3 soli voti di scarto rispetto al suo diretto concorrente, il costituzionalista Roberto Romboli, eletto in Parlamento su indicazioni del Pd: 17 contro 14 e una sola scheda bianca. Nelle votazioni precedenti c’era stato un testa a testa (14 voti per Pinelli e 13 per Romboli al primo giro, poi 15 contro 12) ma in entrambi i casi c’erano anche 5 schede bianche, segno che gli indecisi alla fine hanno fatto la differenza. Nel proclamare l’esito del voto, il Presidente della Repubblica ha ricordato che il Csm è posto dalla Costituzione “a presidio dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura. A lei spetta il compito di favorire la coesione dell’attività del Consiglio”, dice rivolgendosi al neovicepresidente e sottolineando l’importanza che il Csm operi con “delibere condivise” e affronti con “concretezza e obiettività” i compiti che ha davanti.
