Le tensioni nella maggioranza preoccupano la Premier

Giorgia Meloni, oltre ai numerosi impegni internazionali, deve fare i conti con le tensioni della maggioranza, che sembrano acuite dall’avvicinarsi delle regionali in Lazio e Lombardia. Ieri, ai fronti già aperti, si è aggiunta la tensione con la Lega sul decreto Ong, ora all’esame delle Commissioni Affari costituzionali e Trasporti alla Camera. Il Carroccio ha presentato 13 emendamenti, che puntavano a cambiare il testo unico sull’immigrazione ripristinando parzialmente i tanto sbandierati decreti sicurezza varati da Matteo Salvini quando era Ministro dell’Interno, ma sono stati dichiarati inammissibili dai presidenti Nazario Pagano (Fi) e Salvatore Deidda (Fdi), che hanno accolto le richieste delle opposizioni. La Lega ha fatto ricorso e si deciderà oggi: anche se per Forza Italia “si tratta di una decisione tecnica e non di un giudizio politico”, non c’è dubbio che la questione crea un problema nella maggioranza. Così come lo creano la questione giustizia e le posizioni del Ministro Carlo Nordio sulle intercettazioni, sostenuto da Forza Italia, mentre la Lega frena. Oggi la Meloni dovrebbe vedere il Guardasigilli, ufficialmente per stendere un “cronoprogramma” delle riforme, in realtà per cercare di limitare i danni ed evitare un possibile scontro con la magistratura.

In stand-by, invece, la questione autonomia. La Lega ha ottenuto, la scorsa settimana, un via libera preliminare alla bozza di riforma prima delle regionali e il ministro Roberto Calderoli avrebbe voluto portarla già nel primo Consiglio dei ministri utile, che tradizionalmente si tiene il giovedì, Consiglio che però, al momento, non è segnato nell’agenda di oggi. Sul fronte più politico, non va trascurata la polemica nata dalla decisione della Meloni di commissariare Fdi a Roma, affidando la pratica a Giovanni Donzelli. Una scelta che, secondo le interpretazioni di vari commentatori, è un nuovo “schiaffo” a Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera: questi ha sostenuto Meloni dagli esordi in politica, non è entrato nel Governo né è stato scelto come candidato alla Regione Lazio. L’interessato smentisce che ci sia stata una riunione della sua corrente, i gabbiani, parlando di “farneticazioni” giornalistiche, ma la decisione della Meloni ha sicuramente creato malumori dentro Fratelli d’Italia. Sullo sfondo resta quello che appare essere il problema principale per la maggioranza di centrodestra: la ratifica del Mes. Ma di questo, è chiaro, non si parlerà prima del voto in Lazio e Lombardia.

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