Sbarchi più che dimezzati: il decreto Ong sta funzionando

Il decreto sulle Ong pare stia raccogliendo i frutti sperati: gli sbarchi sono più che dimezzati. A confermarlo sono i dati: a gennaio 2022 sono stati 922, a gennaio 2023, appena si saranno conclusi due sbarchi ancora in attesa, saranno 442, ossia il 48%. I dati rivelati da Libero dimostrano che il messaggio lanciato dal governo e dal ministro Matteo Piantedosi «è arrivato forte e chiaro». Inoltre solo due navi Ong, la Geo Barents di Medici senza frontiere e la Ocean Viking di Sos Mediterranée, sarebbero attualmente in contatto con i porti italiani. A bordo ci sono rispettivamente 237 e 95 migranti, 332 in tutto, che sommati ai 110 già sbarcati fanno i 442 migranti di questo gennaio.

L’assist alla riduzione degli sbarchi è dato non solo dalle nuove normative, ma anche dall’aumento del prezzo del carburante, che rende più costose le operazioni. Intanto le Ong continuano a promettere battaglia, come fa Sos Humanity: «Finché non esisterà un programma governativo europeo di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo centrale, continueremo il nostro lavoro». Queste le parole del portavoce Lukas Kaldenhoff, a La Stampa.

Libero descrive la situazione: «La spagnola Open Arms a Burriana (Valencia) come la tedesca Humanity 1 e la connazionale Louise Michel; Life Support, bandiera panamense e Ong Emergency, è a Livorno; la nave italiana Mare Jonio a Trapani; la tedesca Rise Above di Mission Lifeline è ferma ad Augusta, Siracusa; la spagnola Aita Mari è in porto a Vinaròs, ancora Valencia».

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