Meloni, il piano per lavoratori e famiglie: nuovo congedo parentale e più soldi in busta paga

Un nuovo congedo parentale paritario di tre mesi non trasferibile tra i genitori per mamme e papà e l’aumento degli stipendi tramite l’ulteriore taglio del cuneo fiscale, ma niente salario minimo. Durante il question time alla Camera, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni spiega così qual è il piano del governo per i lavoratori e le lavoratrici italiane.

La numero uno di Palazzo Chigi, però, boccia il salario minimo, ritenuto una misura potenzialmente dannosa perché rischierebbe di andare contro la contrattazione collettiva e, secondo la maggioranza di centrodestra, danneggiare chi lavora. La proposta del congedo parentale, invece, viene direttamente da Elly Schlein, la nuova segretaria del Partito Democratico, a cui Meloni dimostra quindi di voler tendere in qualche modo la mano.

Secondo Meloni il salario minimo non è la soluzione, perché non è per quello che i salari sono bassi e stagnanti, mentre un modello più efficace è continuare a tagliare le tasse sul lavoro, aumentando la diminuzione del cuneo fiscale. L’obiettivo dell’esecutivo è arrivare a 5 punti, da dividere per 2/3 ai lavoratori e 1/3 alle imprese, entro il 2027. La platea di riferimento è almeno l’insieme dei lavoratori dipendenti con meno di 35mila euro di reddito annuo. Ad oggi fino a 25mila euro il taglio è al 3%, tra 25mila e 35mila al 2%.

Mentre la presidente del Consiglio diceva “no” a un salario minimo legale c’è stata una standing ovation dei deputati di Fratelli d’Italia nell’Aula della Camera. In ogni caso la proposta di salario minimo del Movimento 5 Stelle è stata calendarizzata in Commissione Lavoro a Montecitorio. Ora, dunque, tutti i partiti di maggioranza, per tenere l’alleanza con Fdi, dovranno esprimersi contro. Tuttavia qualche voce contraria dai moderati e da Forza Italia al momento c’è.

Per stimolare l’occupazione, poi, Meloni ha spiegato che con la riforma del fisco si continuerà sulla strada indicata durante il suo insediamento lo scorso ottobre. Il principio che la presidente del Consiglio vuole imporre è: più assumi e meno tasse paghi, da far valere potenzialmente per tutte le imprese, a prescindere che siano grandi o piccole.

In ogni caso nella delega fiscale che approderà domani al Consiglio dei ministri, dice l’inquilina di Palazzo Chigi, si metterà mano a “una revisione del sistema di imposizione sui redditi delle persone fisiche con la riduzione delle aliquote” e “l’obiettivo sarà la riduzione del carico fiscale per tutti i contribuenti”, a partire dalle fasce più deboli e “tenendo conto anche della composizione del nuclei familiari”.

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