Maternità surrogata, il Governo esamina il pdl. Critiche le opposizioni

L’esame vero e proprio inizierà soltanto la prossima settimana ma è già scontro sulla proposta di legge targata FdI che introduce la perseguibilità universale del reato di maternità surrogata, una pratica vietata in Italia e punita con la reclusione fino da tre mesi a due anni e multe da 600 mila a un milione di euro. Il testo, composto da un solo articolo e abbinato a un’altra proposta della Lega, è stato illustrato in commissione Giustizia della Camera dalla relatrice Carolina Varchi ed estende l’attuale divieto anche se il fatto è commesso all’estero. Critico il Pd: la proposta “tecnicamente non sta in piedi. Non puoi stabilire che è un reato universale, devi tener conto che ci sono Paesi anche europei dove è legale. Come fai a stabilire che i genitori debbano essere arrestati nel momento in cui mettono piede in Italia?”, osserva la capogruppo dem a Montecitorio Debora Serracchiani, “Noi abbiamo una posizione di contrarietà” alla maternità surrogata ma “questo furore punitivo è terribile come la non trascrizione dei bambini che già ci sono. Se vogliono rendere invisibili le persone per risolvere i problemi per noi è inaccettabile”.

La posizione di contrarietà di Azione e Italia Viva è netta: “sui diritti dobbiamo evitare strumentalizzazioni e sulle adozioni per le coppie omosessuali bisogna fare invece una riflessione”, afferma Mariastella Gelmini. Fermo anche il no di Mara Carfagna, mentre sul bando universale proposto da FdI “mi riservo di leggere il testo unico che verrà approvato dalle Commissioni e di valutare poi, anche sulla base dei profili di costituzionalità, l’atteggiamento da tenere”. Chi non ha dubbi è, invece, il segretario di +Europa Riccardo Magi, che bolla l’iniziativa di FdI come “boiata incostituzionale”, perché “non si può punire nessuno per una condotta che non è reato nel Paese in cui avviene” e questo “alla faccia del garantismo di cui si riempie la bocca il centrodestra al governo”. Intanto, interpellata durante il Question time in Senato, la ministra della Famiglia Eugenia Roccella ha rimarcato che i diritti dei bambini in Italia “non sono in discussione” anche se nati all’estero con pratiche illegali, in quanto “nel caso di un atto di nascita prodotto all’estero, in cui risultano come genitori due padri, la trascrizione in Italia prevede quella del solo padre biologico”; “Nessuna discriminazione nei confronti dei bambini” dunque, per la ministra, mentre “permane la condanna dell’utero in affitto”.

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