Cibo sintetico, il no del Governo salva 580 miliardi di Made in Italy

Il governo di Giorgia Meloni non ha battuto ciglio sulla produzione di cibo in laboratorio da parte dell’Italia: non è possibile per le aziende del nostro Paese produrre alimenti sintetici. Lo scopo è soprattutto quello di salvaguardare il Made in Italy e il commercio nazionale, unico al mondo. Alla Fiera di Parma, in occasione del “Cibus connecting Italy”, il salone internazionale dell’alimentazione organizzato in collaborazione con Federalimentare, Coldiretti ha confermato la giustezza della decisione del governo Meloni di vietare questo tipo di produzione. Infatti “lo stop al cibo sintetico deciso dal governo salva 580 miliardi di euro di valore della filiera agroalimentare nazionale, cibo è diventata la prima ricchezza dell’Italia nonostante le difficoltà legate alla pandemia e alla crisi scatenata dalla guerra in Ucraina”.

“Il Made in Italy a tavola messo a rischio dalla diffusione del cibo sintetico – prosegue Coldiretti – vale quasi un quarto del Pil nazionale e, dal campo alla tavola, vede impegnati ben 4 milioni di lavoratori in 740mila aziende agricole, 70mila industrie alimentari, oltre 330mila realtà della ristorazione e 230mila punti vendita al dettaglio e 10mila agricoltori in vendita diretta con Campagna Amica”.

Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, il quale ha chiesto all’esecutivo un decreto flussi aggiuntivo per far fronte alla richiesta di manodopera nel settore dell’agricoltura, ha anche chiesto di “raddoppiare da 5 a 10 miliardi le risorse destinate all’agroalimentare nel Piano nazionale di ripresa e resilienza spostando fondi da altri comparti per evitare di perdere i finanziamenti dell’Europa”.

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