Sempre più frequenti gli episodi di vandalismo nei confronti del patrimonio artistico e culturale della nostra Nazione, tanto da richiedere più duri interventi da parte del Governo contro gli artefici.
Così l’esecutivo ha deciso di approvare un nuovo disegno di legge che commina anche multe salate a chi deturpa i beni paesaggistici. “Approvato in Consiglio dei Ministri un disegno di legge per contrastare i sempre più frequenti fenomeni di vandalismo che colpiscono i nostri beni culturali e paesaggistici, aggiungendo sanzioni amministrative a quelle penali. Chi danneggia il nostro patrimonio artistico non può e non deve farla franca”, scrive soddisfatta la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulle sue pagine social.
Gli “eco attivisti” ultimamente si sono dati da fare per far sentire la propria voce protestando contro le risorse governative destinate all’energia fossile. “Chi danneggia i nostri beni culturali non può passarla liscia e va punito severamente – commentava a caldo il ministro Sangiuliano, dopo il blitz alla Barcaccia – Anche per questo stiamo studiando una norma che faccia pagare ai responsabili di questi danni gli interventi necessari per il ripristino dei luoghi, spesso costosi perché richiedono specialisti e attrezzature adeguate”.
Il nuovo disegno di legge, proposto dal titolare del Mic, ha l’obiettivo di frenare le continue deturpazioni del patrimonio culturale nazionale, e porta il titolo di “Disposizioni sanzionatorie in materia di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici”.
A seconda della gravità della fattispecie, le multe potranno variare da un minimo di 10.000 ad un massimo di 60.000 euro. Tali somme – ha sottolineato il ministro della cultura – “si aggiungono a quelle cui verranno eventualmente condannati a pagare i trasgressori in sede penale o civile. Si tratta, infatti, di sanzioni amministrative immediatamente irrogabili dal prefetto del luogo dove il fatto è commesso, sulla base delle denunce dei pubblici ufficiali”.
