Le considerazioni dell’ex esponente di Alleanza Nazionale
Questa considerazione di Fini merita il giusto approfondimento.
È vero, sarebbe giusto che la Destra italiana si dichiarasse antifascista.
È vero pure che questa, nella sua ormai interezza, dovrebbe farlo non avendo , per motivi anagrafici, mai conosciuto il Fascismo ma solo e soltanto l’ Antifascismo.
In nome del quale non solo sono state spezzate vite di uomini , soprattutto giovani e perfino di bambini , ma è stata anche compiuta una reale discriminazione , culturale e sociale, fra le più tetre e profonde del mondo occidentale del dopoguerra.
Da un lato dichiararsi di Destra voleva dire rinchiudersi in un ghetto, dall’altro venivano definiti ” fascisti” pure i liberali e i democristiani.
Al rogo è stato condannato il certamente non fascista Giampaolo Pansa , solo per avere scritto la verità sulla Resistenza.
Ancora oggi si inneggia alle Foibe e si impediscono le manifestazioni che ricordino quei morti.
Però Fini ha ragione, se tutti ragionassimo così nessuna guerra finirebbe mai, nessuna pace verrebbe mai firmata se si pensasse ai propri fratelli ammazzati.
Il problema è però un altro.
La Destra italiana si è già dichiarata chiaramente antifascista proprio con Fini, allorquando a Fiuggi divenne Alleanza Nazionale . Senza se e senza ma, con chiari atti congressuali e subì per questo una scissione.
Fu quel percorso sufficiente ad ottenere quello che Finì oggi auspica ?
Evidentemente no, se c’è ancora bisogno di chiedere alla Destra italiana quello che ha già dichiarato.
E questo perché?
Perché, in realtà, se si capisce bene quello che si dovrebbe dichiarare, non si capisce bene A CHI bisognerebbe dichiararlo.
Alla sinistra politica, culturale, letteraria, cinematografica, televisiva ?
È quello che si è fatto, finora.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Si dovesse continuare a farlo non basterebbe mai, e certamente non basterebbe neanche se, di dichiarazione in dichiarazione, giungessimo fino a dichiararci dei figli di puttana…
