Tensioni Lega-FdI su presidenzialismo e autonomia, Salvini prova a smussare i toni

La Lega frena sull’elezione diretta del premier. All’indomani delle consultazioni tra governo e opposizioni, malgrado il tentativo del segretario Matteo Salvini di smussare i toni, i gruppi del Carroccio tengono il punto: “Il programma elettorale del centrodestra, quello su cui eravamo tutti d’accordo” ricordano diversi parlamentari” prevedeva l’elezione diretta del presidente della Repubblica. Ora vediamo che Giorgia Meloni pensa all’elezione diretta del premier: se ne può discutere, a patto però di avere garanzie sul ruolo del Parlamento”. In effetti, se si va a spulciare il programma “L’Italia, domani. Programma quadro per un Governo di centrodestra” si legge, al terzo punto di 15, quello dedicato alle riforme, che la coalizione punta all’elezione diretta del Presidente della Repubblica e alla piena attuazione dell’autonomia e della legge sul federalismo fiscale, insieme a quella su Roma capitale. Ma è proprio sul tema dell’autonomia differenziata che dai rumors del Transatlantico emerge un clima di duello, per ora ancora sottotraccia, tra la Lega Fratelli d’Italia.

I dissapori non vertono tanto sul testo, quanto sui tempi della sua approvazione. Com’è noto, il prossimo appuntamento elettorale di maggior rilievo nazionale sarà tra circa un anno, con le elezioni europee. Sarà un’elezione proporzionale con le preferenze, in cui, inevitabilmente, la lotta tra partiti, anche tra alleati, sarà all’ultimo voto. FdI, già ora, intende mettere le mani avanti, facendo capire che farà di tutto per scongiurare il rischio che la Lega possa arrivare alle urne avendo già incassato un primo voto a favore dell’autonomia. Uno scenario che infatti potrebbe aiutare molto il partito di Matteo Salvini a recuperare quei consensi, soprattutto nel Nord, che alle ultime politiche sono andati al partito di Meloni. Inoltre, questo scenario preoccupa ancora di più Via della Scrofa alla luce del fatto che per la data del voto è ovviamente certo che il percorso della riforma presidenziale sarà al massimo giunto a metà strada. Infine, il dibattito sulle riforme provoca nuove scintille anche all’interno del Terzo polo: al centro dello scontro tra Italia Viva e Azione l’intenzione annunciata da Carlo Calenda di voler coordinarsi con il resto delle opposizioni. Per Raffaella Paita (Iv) “Noi non faremo nessun coordinamento con il M5S: se Azione vuole questo, faccia pure. Noi siamo fedeli alla linea di chi ha votato per il Terzo polo: elezione diretta del premier e superamento del bicameralismo. Se Calenda ha cambiato idea anche su questo è un problema suo”.

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